Cruciani e la paternità imperfetta: “Non vivo con mia figlia dal 2011, lavoro prima di tutto”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Giuseppe Cruciani, ospite al Festival Il Libro Possibile per presentare il suo "Libertà. Tutto Cruciani dalla A alla Z", ha rotto il consueto schema del personaggio pubblico, offrendo uno spaccato inedito della sua vita privata in un'intervista rilasciata a Vanity Fair.
Il conduttore de La Zanzara, da vent'anni alla guida del programma cult di Radio 24 insieme a David Parenzo, ha scelto di mettere da parte per un momento le sue celebri provocazioni radiofoniche, quelle che hanno reso lo show un'arena contro il politicamente corretto, per parlare del suo lato più umano, e meno noto, rivelando le crepe di una paternità che lui stesso definisce "imperfetta".
Lontano dai toni graffianti che utilizza per commentare l'attualità, il giornalista ha affrontato con schiettezza il tema del rapporto con la figlia, di cui ha rivelato il nome solo in questa circostanza, Viola, e di una vita che ha spesso visto il lavoro prevalere sugli affetti familiari.
La paternità e il peso delle scelte
Al centro della conversazione, l'ammissione senza filtri di un padre che non si nasconde dietro facili giustificazioni: "Sul fatto di essere un bravissimo padre, non sono io a poterlo dire. Anzi, mi considero piuttosto imperfetto". La sua dichiarazione più toccante, rilanciata dalle principali testate nazionali, è un dato preciso e doloroso: dal 2011, da quando sua figlia aveva circa sei anni, non vive più stabilmente con lei, e il conduttore riconosce apertamente di averle dedicato molto meno tempo di quanto la società contemporanea ritenga giusto.
Cruciani, tuttavia, non si abbandona a un'autocritica fine a se stessa o a pianti catartici, ma contestualizza la sua esperienza all'interno di un quadro generazionale preciso: "I nostri genitori lavoravano e non stavano con noi ventiquattr'ore su ventiquattro. Non penso che siamo cresciuti peggio per questo". Un'affermazione, questa, che non suona come una scusante, ma come l'illustrazione di un modello culturale diverso, ormai in rotta di collisione con le aspettative moderne.
Pur riconoscendo di aver sempre dato priorità alla carriera, Cruciani lancia un messaggio di speranza per il futuro: "Oggi mia figlia ha quasi ventun anni e probabilmente ha più bisogno di me adesso di quanto ne avesse quando era bambina". Una riflessione che lascia intendere come il rapporto, con l'ingresso della figlia nell'età adulta, possa riprendere su nuovi binari, basati forse su una complicità e un ascolto diversi, che il tempo e le scelte passate avevano in parte compromesso.
Salutismo e la provocazione "La droga è buona"
Sul versante dello stile di vita, il conduttore si è definito senza mezzi termini un "salutista", come documentato dall'intervista apparsa su Vanity Fair. Un termine che, però, va declinato in modo tutto suo: un'alimentazione estremamente controllata che lo porta spesso a consumare un unico pasto al giorno, un'assoluta astensione dal fumo (salvo qualche raro sigaro) e un consumo di alcol limitato a due bicchieri di vino rosso a settimana.
A completare il quadro di una vita votata a una certa disciplina fisica, c'è la sua passione totalizzante per la montagna, che descrive come un momento di liberazione e l'apice dell'anno, dove percorre fino a venti chilometri al giorno a quote che superano i tremila metri, lontano dalla folla dei resort e del turismo di massa. E su questo sfondo di rigorosa astinenza, l'irriverente battuta con cui chiosa la sua posizione sulle droghe: "Non mi drogo, non ho mai provato una droga in vita mia. Del resto sono talmente esagitato che davanti a me sarebbe la cocaina a scappare".
Non è un caso che Cruciani colga l'occasione per chiarire una delle sue frasi più fraintese e discusse, quella per cui "la droga è buona", specificando che il suo intento è ben diverso da un'appologia: la droga è "drammaticamente buona", e proprio per questo rappresenta un pericolo così insidioso per i giovani, che ne subiscono l'attrazione irresistibile. Fingere che non sia così, sostiene, significa chiudere gli occhi di fronte alla radice del problema.
La tv, i progetti e il no a Ballando
Nell'intervista, Cruciani ha fatto chiarezza anche sul suo rapporto con la televisione e sui progetti per il futuro, mettendo a tacere le voci che lo volevano impegnato nel cast di Ballando con le Stelle. Dopo le indiscrezioni che lo accostavano alla trasmissione di Rai 1, e la possibile trattativa per un posto in giuria alimentata dalla sua ormai ex fidanzata Selvaggia Lucarelli, il conduttore ha confermato di aver avuto un interessamento da parte di Milly Carlucci, che ha definito "una professionista straordinaria, una persona geniale e bravissima".
Tuttavia, le conversazioni non sono mai approdate a un'offerta concreta, e il nodo centrale sembra essere l'esclusività del suo contratto con Mediaset, che renderebbe difficilmente conciliabile un eventuale impegno con la Rai. "Se poi pensano a me per qualche progetto nuovo ne sono lusingato, ma già oggi ho talmente tante cose da fare che me ne basterebbe la metà", ha chiosato, ribadendo la sua posizione di completa soddisfazione per l'attuale assetto lavorativo.
Un modo, questo, per chiudere definitivamente il capitolo dei rumors televisivi, mentre lo sguardo rimane puntato sulle frequenze di Radio 24, dove La Zanzara continua a rappresentare un fenomeno editoriale unico, capace di ottenere riconoscimenti internazionali come lo Spotify Milestone Creator Award per aver superato i 50 milioni di ascolti.
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