L'ascesa delle ecomafie in Italia: un'analisi del rapporto Ecomafia 2024
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Redazione Interno
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L'11 luglio, Legambiente ha presentato il suo rapporto "Ecomafia 2024", che mette in luce le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia nel 2023. I dati sono allarmanti: i reati ambientali sono aumentati del 15,6%, con un totale di 35.487 illeciti penali, una media di 97,2 reati al giorno. Questi crimini hanno fruttato agli ecomafiosi 8,8 miliardi di euro.
Aumento dei reati ambientali
Il rapporto evidenzia un aumento dei reati penali nel ciclo dei rifiuti, una crescita dell'aggressione al patrimonio culturale e degli illeciti nelle filiere agroalimentari, a cominciare dal caporalato. Questi crimini, compiuti dall'ecomafia, hanno generato un "fatturato" di 8,8 miliardi di euro nel 2023, con un aumento del 15,6% rispetto all'anno precedente.
Affari d'oro per le ecomafie
Le ecomafie hanno trovato affari d'oro nel cemento e nei rifiuti, con un fatturato che si aggira intorno ai 9 miliardi di euro. Questi profitti provengono dagli abusi edilizi, da tutto ciò che è illecito nel ciclo dei rifiuti, dagli incendi e dal mondo dell'agricoltura, a partire dalla nuova schiavitù, il caporalato. Le ecomafie e le agromafie hanno creato un giro d'affari d'oro in tutta Italia.
Il caso di Ferrara
Il rapporto Ecomafia ha anche analizzato la situazione specifica della provincia di Ferrara. Nel 2023, sono stati registrati 59 reati, 74 denunce, 4 arresti e 25 sequestri. Il report tiene conto di tre classifiche: quella dell'illegalità nel ciclo del cemento illegale, nel ciclo dei rifiuti e contro gli animali. Nonostante questi numeri, Ferrara risulta tra le province meno colpite dall'illegalità ambientale.




