Caldo, la quarta ondata africana colpisce l'Italia: bollino rosso e temperature fino a 40 gradi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'assalto del caldo africano non si ferma e anzi, dopo una breve tregua che aveva fatto sperare in un refrigerio, si prepara a travolgere nuovamente la Penisola con una violenza che i meteorologi non esitano a definire la peggiore di questa intera stagione estiva. Da oggi, un robusto e rovente anticiclone di origine subtropicale, spingendosi dal Nord Africa verso il Mediterraneo centro-occidentale, avvolgerà completamente l'Italia, portando con sé un carico di calore destinato a far schizzare le colonnine di mercurio ben oltre le medie del periodo.

L'escalation termica e il record del 2003 a rischio

L'escalation termica, già in atto da alcune ore, trova conferma nelle ultime proiezioni modellistiche che alimentano i timori espressi nei giorni scorsi dagli esperti: questa quarta ondata di calore ha tutte le caratteristiche per riscrivere la storia climatica del nostro Paese, superando persino i picchi della famigerata estate del 2003. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito iLMeteo.

It, sottolinea come gli scarti termici previsti, dell'ordine di 7-8 gradi centigradi in più rispetto alle medie stagionali, rendano l'estate in corso una seria candidata a detronizzare quel record storico che per il Centro-Nord sembrava ormai un traguardo insuperabile. L'anticiclone, inglobando la Penisola all'interno del suo vasto raggio d'azione, garantirà tempo stabile e soleggiato su gran parte del territorio, ma il prezzo da pagare sarà un aumento sensibile e progressivo delle temperature che si farà sentire in modo particolare nei prossimi giorni.

Le città da bollino rosso e le aree più colpite

A fornire un quadro preciso della situazione è il bollettino del ministero della Salute che, per la giornata odierna, segnala già il primo bollino rosso per alcune città, con un numero destinato a crescere rapidamente. Il caldo intenso colpirà soprattutto il Centro-Nord, con punte che potranno raggiungere i 40 gradi tra Roma, dove l'afa si farà sentire in modo opprimente, e la Pianura Padana, una delle aree storicamente più soggette a questo tipo di ondate, con conseguenze anche sulla qualità dell'aria a causa dell'innalzamento delle polveri sottili.

Sul resto della Penisola, purtroppo, la situazione non sarà molto diversa, con valori che si assesteranno comunque intorno ai 35 gradi, un dato che per molti versi appare già eccezionale per il periodo, ma che rischia di passare quasi inosservato di fronte ai record assoluti che verranno raggiunti altrove.

Il Veneto e un'estate da dimenticare dal 1992

Il Veneto, dopo i giorni di relativa tregua che avevano spezzato la continuità del caldo, si appresta ora a vivere una nuova fase caratterizzata da tempo stabile e da un aumento costante delle temperature su tutto il territorio regionale. Le previsioni per questa zona indicano il raggiungimento dei fatidici 40 gradi, un valore che riporta alla mente l'estate del 1992, un anno passato alla storia come uno dei più torridi degli ultimi decenni per il Nordest, e che ora rischia di essere superato in termini di durata e intensità.

Il numero e la persistenza di questi fenomeni, che si susseguono con una frequenza ormai allarmante, collocano l'estate 2026 già nettamente al di sopra della media registrata negli anni precedenti, delineando un quadro in cui il caldo estremo non rappresenta più un'eccezione ma una costante con cui fare i conti.

La persistenza dell'anticiclone africano

I meteorologi invitano a non pensare a un rapido miglioramento, perché la struttura anticiclonica che sta risalendo dal continente africano si presenta particolarmente compatta e destinata a resistere a lungo sul bacino del Mediterraneo. Questo significa che le condizioni di caldo intenso non saranno un episodio isolato ma una fase destinata a prolungarsi per diversi giorni, alimentando quella che ormai viene definita come la quarta ondata di calore dell'anno, la più forte e la più lunga dal punto di vista dell'intensità termica.

La coincidenza di questo fenomeno con il periodo canicolare per eccellenza, quello che va tra fine luglio e metà agosto, quando il sole è allo zenit e il suolo sprigiona tutto il calore accumulato, non fa che amplificare gli effetti, rendendo le giornate particolarmente afose e le notti tropicali, con temperature minime che faticano a scendere sotto i 25 gradi, un ulteriore fattore di stress per l'organismo umano.

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