Il nuovo credito d'imposta per le imprese fra iperammortamenti e la fusione tra 4.0 e 5.0

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La nuova misura di iperammortamento, introdotta dall'articolo 94 del disegno di legge di Bilancio 2026, delinea un orizzonte temporale di applicazione particolarmente ristretto, circoscritto essenzialmente all'anno prossimo. Una finestra così angusta, che pure concede la possibilità di una proroga fino al 30 giugno 2027 per coloro i quali opteranno per una "prenotazione" del bene versando un acconto del venti per cento entro la fine del 2026, rischia di rappresentare un ostacolo di non semplice soluzione per tutti quegli investimenti che riguardano beni da costruire, sia tramite appalti che in economia, i quali necessitano di tempi di realizzazione tecnica spesso incomprimibili.

Transizione 5.0, un sostegno da 4 miliardi

Nel vivo del dibattito sulla prossima legge di Bilancio, si consolida il percorso del Piano Transizione 5.0, al quale il Governo ha destinato circa quattro miliardi di euro. L'obiettivo dichiarato è quello di assicurare continuità agli incentivi per le aziende che scelgono di orientare i propri capitali verso l'innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione dei processi. Come ha sottolineato Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le politiche per le imprese del MIMIT, in occasione dell'Assemblea pubblica di AssoSoftware dello scorso 23 ottobre, "si tratta di un intervento pensato per offrire risposte immediate alle imprese", mirando a un'immediata operatività della misura e a una sua sostanziale semplificazione d'uso.

La nascita di un credito d'imposta unico

Sarà infatti il prodotto della fusione tra il Piano Transizione 5.0 e il precedente Piano 4.0 il nuovo credito d'imposta che vedrà la luce a partire dal 2026, concepito per agevolare gli investimenti delle imprese in ambiti cruciali come la digitalizzazione, la decarbonizzazione e l'efficienza energetica. Questo meccanismo, che non comporterà alcun rincaro dell'Irap per il settore industriale e per il quale si ipotizzano anche maxi-ammortamenti triennali, segna un'evoluzione nel sostegno pubblico all'innovazione del tessuto produttivo.

I vincoli di finanza pubblica

La manovra, per quanto possa ancora subire modifiche a vantaggio delle imprese, dovrà comunque confrontarsi con un limite invalicabile: il rispetto dei saldi di finanza pubblica. Qualsiasi intervento, per quanto auspicabile, non potrà infatti compromettere la riduzione del deficit e il percorso, già avviato, per uscire con dodici mesi di anticipo dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, un obiettivo che rimane prioritario per la stabilità economica del paese.

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