La manovra per le imprese tra Irap, maxi-ammortamenti e la fusione del credito d'imposta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il percorso della prossima legge di Bilancio, che si delinea con sempre maggiore chiarezza, si muove lungo un crinale preciso, dove la necessità di sostenere le imprese, in particolare le piccole e medie che costituiscono l'ossatura produttiva del paese, deve obbligatoriamente conciliarsi con il rigore dei conti pubblici. Qualsiasi intervento, per quanto auspicabile, non potrà infatti prescindere dal rispetto dei saldi di finanza pubblica, un vincolo che impone di non alterare le cifre complessive in ballo. L'obiettivo primario, com'è noto, rimane quello di non ostacolare la riduzione del deficit e di consentire l'uscita anticipata di dodici mesi dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, un traguardo che il governo persegue con determinazione.
Transizione 5.0 e il futuro degli incentivi
Al centro del dibattito si colloca con forza il Piano Transizione 5.0, per il quale il governo ha previsto uno stanziamento di circa quattro miliardi di euro. Questa somma, di notevole entità, è finalizzata a garantire continuità agli incentivi destinati alle aziende che investono in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione, tre pilastri sui cui si gioca la competitività futura. Come ha sottolineato Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le politiche per le imprese del MIMIT, in un recente intervento pubblico, "si tratta di un intervento pensato per offrire risposte immediate alle imprese", un disegno che mira a rendere la misura operativa da subito, semplificandone al contempo l'utilizzo per gli operatori.
La nascita di un nuovo credito d'imposta
La novità più significativa, che prenderà forma a partire dal 2026, sarà l'evoluzione degli strumenti a sostegno degli investimenti. Il nuovo credito d'imposta, infatti, non nascerà ex novo ma sarà il risultato di una fusione tra il Piano Transizione 4.0 e l'attuale Transizione 5.0. Questa integrazione, che punta a creare uno strumento organico e di più agevole applicazione, è concepita per favorire in modo ancor più incisivo gli interventi delle imprese in ambiti cruciali come la digitalizzazione, la decarbonizzazione e l'efficienza energetica, settori nei quali si concentrano molte delle sfide della moderna economia.
Le ipotesi sul tavolo: Irap e ammortamenti
Accanto a questo importante capitolo, la manovra in preparazione esamina altre ipotesi di rilievo per il mondo produttivo. Si conferma, in primo luogo, l'intenzione di scongiurare qualsiasi rincaro dell'Irap per il settore industriale, una mossa che mira a preservare la competitività di un comparto strategico. Parallelamente, si stanno valutando misure come l'introduzione di maxi-ammortamenti triennali, uno strumento fiscale che, agevolando gli investimenti in beni strumentali, potrebbe fornire una significativa spinta propulsiva all'acquisto di nuove tecnologie e macchinari, con positive ricadute sull'innovazione e sulla produttività.




