Governo riscrive iper-ammortamenti, sparito il bonus "green". Per l'acquisto della prima casa, il preliminare non basta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel disegno di legge di bilancio per il 2026, un emendamento governativo modifica sostanzialmente la disciplina degli iper-ammortamenti, destinati a incentivare gli investimenti in beni strumentali. La misura, che sarà riconosciuta fino al 30 settembre 2028, subisce un riallineamento verso condizioni più restrittive: viene infatti soppressa la maggiorazione extra che era stata prevista, nella scorsa legislatura, per gli investimenti definiti "green" o a minore impatto ambientale. Tutti i beni, a prescindere dalle loro caratteristiche ecologiche, potranno quindi accedere esclusivamente alla quota agevolativa base, la cui applicazione è peraltro subordinata a un requisito di provenienza. L'agevolazione fiscale, infatti, sarà riservata ai soli beni prodotti all'interno dell'Unione Europea, in una scelta che privilegia esplicitamente il mercato interno comunitario.

Il riacquisto della prima casa: serve il rogito, non il preliminare

Sul fronte delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa, l'Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello numero 314 del 2025, ha precisato un punto cruciale per chi venda il proprio immobile agevolato prima di cinque anni. Per evitare la decadenza dei benefici e la conseguente restituzione delle somme, la normativa richiede infatti di procedere a un nuovo acquisto entro un anno dalla vendita. L'Agenzia ha ora chiarito, in modo perentorio, che la stipula di un semplice contratto preliminare di compravendita non è giuridicamente sufficiente a interrompere il termine. L'obbligo di riacquisto si considera adempiuto solo nel momento in cui si perfeziona il passaggio di proprietà con l'atto di rogito notarile definitivo, unico strumento che produce l'effetto traslativo richiesto dalla legge. Una precisazione che, di fatto, toglie spazio a interpretazioni estensive e impone una pianificazione temporale molto rigorosa a chi si trovi in quella situazione.

La Cassazione stringe sui cantieri: tre anni di tempo, poi scattano le sanzioni

Un ulteriore inasprimento dell’applicazione delle norme sulla prima casa arriva da una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la numero 25790 del 2025. I giudici di Piazza Cavour hanno statuito che, per gli immobili acquistati in stato di costruzione, il termine di tre anni per ultimare i lavori e rendere l’abitazione agibile è un limite perentorio e invalicabile. Superato quel periodo, la decadenza dalle agevolazioni fiscali concesse all’atto dell’acquisto scatta in automatico, senza che possano essere invocate giustificazioni legate a ritardi del costruttore, intoppi burocratici o altre circostanze. La sentenza, che fa chiarezza su una questione a lungo dibattuta, specifica che neppure il trasferimento formale della residenza o l’attivazione delle utenze nell’immobile ancora incompleto possono preservare il diritto agli sconti fiscali, una volta oltrepassata la soglia temporale fissata dalla legge.

Cronaca nera: le inchieste seguono il filo del movente

In un caso di cronaca nera che ha recentemente occupato le pagine dei giornali, le indagini degli investigatori si stanno concentrando sulla ricostruzione del movente, elemento chiave per comprendere la dinamica dei fatti. I pubblici ministeri che coordinano le attività investigative stanno vagliando con attenzione ogni elemento probatorio, incrociando le testimonianze con i riscontri tecnici e peritali emersi. Gli sviluppi processuali, che vedono gli imputati chiamati a rispondere delle accuse, si basano su un corpus di prove che le forze dell’ordine hanno assemblato meticolosamente, sottoponendo ogni dettaglio a un severo scrutinio per accertare le responsabilità individuali e la catena degli eventi che ha portato alla tragedia.

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