Ponte sullo Stretto, il governo riscrive la governance: via il commissario straordinario
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Redazione Interno
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Atteso in Consiglio dei ministri, nella riunione del pomeriggio, il decreto legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che contiene disposizioni urgenti per rilanciare, tra gli altri interventi, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il testo, passato al vaglio della riunione tecnica preparatoria, è stato modificato dopo un confronto con il Quirinale e segna una significativa inversione di rotta rispetto all’impianto originario, ridisegnando completamente la governance dell’opera. La partita, di cui è protagonista il ministro Matteo Salvini, si gioca ora sulla rimozione degli ostacoli posti dalla Corte dei Conti, la quale aveva espresso dei rilievi sulla precedente impostazione, e su una struttura di direzione meno “straordinaria” e più afferente al ministero stesso.
Le modifiche chiave del decreto
Il cuore della revisione, che rappresenta una riscrittura dell’articolo fondamentale dedicato all’opera, consiste nell’eliminazione della figura del commissario straordinario, inizialmente prevista per sorvolare i normali iter amministrativi. Una scelta, questa, che appare come un riallineamento alle procedure ordinarie e che riporta il Mit al centro del processo decisionale e attuativo, depotenziando quella che doveva essere una struttura ad hoc e autonoma. Si tratta di un passaggio non di poco conto, volto proprio a superare le obiezioni della magistratura contabile, la quale aveva evidenziato profili di criticità nel modello organizzativo precedentemente ideato, considerandolo forse troppo svincolato dai controlli ministeriali.
Il quadro finanziario e le altre opere
Sebbene il provvedimento sia focalizzato sugli aspetti regolatori e di governance, esso si inserisce in uno sforzo finanziario più ampio che il governo sta sostenendo per le grandi infrastrutture. Gli investimenti complessivi, infatti, ammontano a oltre trenta miliardi di euro, dei quali tredici e mezzo sono destinati specificatamente al collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Una somma ingente, che si affianca ai fondi per il completamento del tracciato ferroviario ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, per il quale sono previsti ulteriori diciassette miliardi, e che sottolinea l’intenzione di modernizzare le arterie di comunicazione del Paese, specialmente lungo l’asse Sud-Nord.
Una partita ancora aperta
L’approvazione in Consiglio dei ministri costituisce soltanto un passo, seppur decisivo, in un iter che resta comunque lungo e complesso. La rimodulazione della governance, per quanto atta a sbloccare l’impasse creatosi con gli organi di controllo, dovrà ora dimostrare la sua effettiva efficacia nel garantire tempi certi e nel contenere le inevitabili controversie tecniche e legali che un’opera di tale portata solleva. L’accento, nel testo, è posto sulla “urgenza” delle disposizioni, un termine che riflette la volontà politica di dare una spinta definitiva a un progetto che da decenni alimenta dibattiti e false partenze, senza mai giungere a concretizzazione.




