Il governo riscrive il decreto sul ponte di Messina, salta la figura del commissario
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Redazione Interno
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Il percorso normativo per il ponte sullo Stretto di Messina, un'opera ciclopica lungamente inseguita e altrettanto a lungo dibattuta, conosce una nuova, significativa svolta dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge riformulato. L'esecutivo, infatti, ha proceduto a riscrivere alcune disposizioni contenute nel precedente testo sulle infrastrutture, smussando quegli angoli che, nel corso di un confronto con il Quirinale, erano apparsi più critici e che rischiavano di ostacolare l'avvio dei lavori. La revisione, come spiegato dal ministero delle Infrastrutture, mira a definire ulteriormente l'iter approvativo in conformità ai rilievi espressi dalla Corte dei Conti, la quale nello scorso novembre aveva bocciato la proposta iniziale, evidenziando profili di inammissibilità.
Le modifiche chiave nel nuovo testo
Due sono state le modifiche principali introdotte, le quali segnano una netta discontinuità rispetto all'impostazione originaria. In primo luogo, è stata espunta dal decreto la norma che limitava i poteri di controllo della magistratura contabile sugli atti del Cipess, il comitato interministeriale che deve approvare il progetto definitivo; una clausola, questa, che aveva sollevato più di una perplessità in ambito giuridico, poiché sembrava circoscrivere eccessivamente il ruolo di vigilanza dell'organo di controllo. In secondo luogo, e non meno rilevante, è saltata del tutto la previsione che istituiva la figura del commissario straordinario per l'opera, una carica alla quale era stato indicato l'amministratore delegato della società Stretto di Messina Spa.
Il ruolo della Corte dei Conti e l'iter futuro
La rimozione di qualsiasi paletto all'operato della Corte dei Conti rappresenta, di fatto, un accoglimento delle sue precedenti osservazioni e un tentativo di depotenziare possibili ulteriori ricorsi o veti, aprendo così una strada giudicata più lineare per la fase decisionale che attende il Cipess. Senza un commissario designato a coordinare l'iter, il processo di riesame e di eventuale riscrittura della delibera del comitato di Palazzo Chigi dovrà ora svolgersi attraverso i canali ordinari dell'amministrazione, in un quadro di competenze che il governo ritiene comunque sufficiente a garantire la necessaria accelerazione. L'approvazione del provvedimento, come sottolineato da esponenti di governo, viene vista come un tassello fondamentale per modernizzare il paese e sbloccare quelle opere considerate strategiche, tra le quali il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia occupa un posto di assoluto primo piano.
L'opera nella visione dell'esecutivo
La volontà politica di procedere speditamente, nonostante i ripensamenti e le correzioni di rotta imposte dal dialogo con le istituzioni, rimane dunque ferma e trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate a caldo dopo il via libera del CdM. L'attenzione è ora concentrata sulle fasi tecniche e autorizzative successive, nella consapevolezza che il cammino da compiere è ancora lungo e che ogni passo dovrà essere compiuto nel massimo rispetto delle procedure e dei controlli previsti dall'ordinamento, i quali, come dimostrato dai recenti accadimenti, non consentono scorciatoie o deleghe in bianco.




