L'addio a Maurizio Pollini, leggenda del pianoforte
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Maurizio Pollini, leggenda vivente del pianoforte, ci ha lasciato. La sua carriera, lunga 60 anni, è stata contrassegnata da trionfi e riconoscimenti. La sua vittoria al concorso Chopin di Varsavia a soli 18 anni lo ha catapultato nell'olimpo dei grandi pianisti. La sua interpretazione di Chopin, illuminata dallo strutturalismo, ha rivoluzionato il modo di suonare il compositore polacco.
Un talento senza tempo
La sua tecnica era così raffinata che Arthur Rubinstein, presidente della giuria del concorso Chopin, disse di lui: "Suona tecnicamente meglio di tutti noi!". Ma Pollini non era solo un virtuoso. La sua grande intelligenza interpretativa lo rendeva una vera e propria sonda cognitiva, capace di sondare le profondità delle opere che interpretava.
Un ambasciatore della musica contemporanea
Pollini ha avuto il merito di portare la grande musica contemporanea nelle sale da concerto, riuscendo a far diventare compositori come Boulez, Nono, Stockhausen, Manzoni e Sciarrino dei 'classici'. Il suo Schönberg era reso familiare, e i suoi Boulez e Nono erano sempre attesi con trepidazione.
Ricordando Maurizio Pollini
Il mondo della musica perde una leggenda. Maurizio Pollini ci ha lasciato all'età di 82 anni, ma il suo ricordo rimarrà indelebile. Francescantonio Pollice, presidente dell'Associazione Italiana Attività Musicali e vicepresidente del Comitato Italiano Nazionale Musica, ha espresso un sentito messaggio di cordoglio: "Lavoreremo per ricordare il suo genio". E noi, come lui, continueremo a ricordare Maurizio Pollini, il suo Chopin rigoroso e mai smielato, il suo Beethoven architettonico e razionalissimo, e la sua dedizione alla musica contemporanea.




