Internazionali, l’Italia scopre l’erba e sogna il colpo grosso con Sinner al Foro
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Redazione Sport
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Roma si prepara a vestirsi di terra rossa, ma è un’altra superficie, quella verde e tradizionalmente inglese, a far tremare i polsi dei dirigenti federali. Dal 2028, infatti, il circuito maggiore maschile dell’Atp si arricchirà di un appuntamento del tutto inedito per il nostro Paese: un torneo su erba, il primo nella storia del tennis italiano, destinato a riempire il calendario nella calda settimana successiva al Roland Garros. La Fitp, come annunciato ufficialmente durante la conferenza di presentazione degli Internazionali Bnl d’Italia 2026, ha rilevato la licenza dell’Atp 250 di Bruxelles – un’operazione che trasformerà l’evento belga in un apripista perfetto per la stagione sprint che conduce a Wimbledon. La sede più accreditata per ospitare questo show sull’erba, sebbene manchi ancora un’ufficialità definitiva sul luogo esatto, sembra essere Milano; qui, tra il Milano Tennis Center e ipotetiche strutture temporanee nei pressi di San Siro, i campioni azzurri – e chissà, magari proprio Jannik Sinner con il suo servizio missile – potranno finalmente affinare il gioco su una superficie che, fino a ieri, rappresentava un’esclusiva quasi esotica nel panorama nostrano.
Mentre si gettano le basi per questo futuro verde, il presente degli Internazionali d’Italia parla chiaro, e lo fa con numeri da capogiro che raccontano di un movimento in piena ebollizione. Manca poco più di una settimana al via del Masters 1000 capitolino (in programma dal 28 aprile al 17 maggio), eppure il dato della biglietteria ha già superato ogni più rosea previsione: oltre 220mila tagliandi sono già stati staccati, un volume che supera persino i livelli record del 2025, spinto dall’urgenza di vedere dal vivo il numero uno del mondo. Angelo Binaghi, presidente della Fitp, ha parlato di tre obiettivi concreti per questa edizione, elencandoli senza mezzi termini durante la presentazione nel parco del Foro Italico. Il primo è quello di sfondare il muro delle 400mila presenze paganti, un traguardo che richiederà di gestire al meglio la capienza – ancora limitata – del Centrale, in attesa dei lavori di ampliamento che prenderanno il via a giugno per restituire un impianto da 12mila posti e coperto entro il 2028. Il secondo obiettivo riguarda l’impatto economico sul territorio, che si vuole spingere oltre il miliardo di euro; il terzo, forse il più sentito dal pubblico di casa, è quello di riportare il trofeo del singolare maschile in bacheca italiana a cinquant’anni esatti dall’impresa di Adriano Panatta.
L’eredità di Pietrangeli e la corsa all’allargamento del Centrale
Il clima al Foro Italico, però, non è solo euforia per i numeri in crescita o per le prospettive future legate all’erba. La conferenza stampa di presentazione, tenutasi nel suggestivo scenario del parco, si è aperta con un momento di raccoglimento e omaggio alla memoria di Nicola Pietrangeli, il grande campione scomparso lo scorso 1° dicembre, la cui assenza pesa come un macigno sulla storia di questi luoghi. “Il tennis italiano si è fermato qui il primo dicembre scorso – ha dichiarato Binaghi – e da oggi ripartiamo dall’eredità che ci ha lasciato”. Una ripartenza che passa anche attraverso la riqualificazione strutturale dell’intero site: i venti ettari del Foro si presenteranno al pubblico con ventuno campi distribuiti su tre poli principali. Oltre al centrale, spiccano la nuova Grand Stand Arena (rinominata Bnp Paribas Arena) all’interno dello Stadio dei Marmi, con una capienza aumentata fino a oltre 7mila posti, e la rinnovata SuperTennis Arena, progettata con un’architettura poligonale per avvicinare il più possibile gli spettatori all’azione. Un restyling da 160 milioni di euro, questo il valore complessivo dell’investimento pubblico e privato, che mira a trasformare l’area in un polo multifunzionale fruibile dodici mesi all’anno, recuperando superfici storiche e ampliando le aree verdi.
Sinner, il favorito annunciato, e le scelte sulle wild card
Sul piano tecnico, la pressione è tutta sulle spalle di Jannik Sinner, reduce dalla vittoria a Montecarlo e atteso al varco di un successo che a Roma, finora, gli è sempre sfuggito (celebre la finale persa l’anno scorso contro Alcaraz). Binaghi non ha nascosto la speranza, quasi una dichiarazione d’intenti, nel definire il 2026 come “l’anno giusto” per rompere un digiuno lungo mezzo secolo, approfittando di un momento storico in cui il movimento italiano può contare su ben quattro giocatori piazzati nei primi ventuno del ranking mondiale. A supportare questo assalto alla terra rossa, la federazione ha diramato la lista delle wild card per il main draw, cercando un equilibrio tra esperienza e giovani promesse. Nel tabellone maschile avranno accesso diretto Matteo Berrettini, Luca Nardi, Matteo Arnaldi, Federico Cinà e Mattia Bellucci; in quello femminile, invece, gli inviti sono andati a Martina Trevisan, Tyra Grant, Lucia Bronzetti, Lucrezia Stefanini, Nuria Brancaccio, Lisa Pigato e Jennifer Ruggeri. Una selezione, quest’ultima, che conferma la volontà di valorizzare il vivaio azzurro, dando spazio a chi può crescere a contatto con le migliori giocatrici del circuito.




