L'interesse del Qatar per l'Inter: Al Mirqab punta a una quota minoritaria, ma il vero obiettivo è il nuovo San Siro
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Redazione Sport
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Dietro l'interesse di un fondo del Golfo per una quota dell'Inter c'è un nome preciso: Al Mirqab, il family office con sede a Doha che gestisce il patrimonio dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, noto negli ambienti della finanza internazionale come Hbj. Lo riferisce il Corriere della Sera, precisando che i contatti con Oaktree, la proprietà americana del club nerazzurro, sarebbero per ora soltanto verbali, di carattere esplorativo, e che il gruppo qatariota non sarebbe l'unico soggetto ad aver bussato alla porta del fondo statunitense.
Chi è Hbj, l'uomo che compra palazzi a Milano
Classe 1959, ex primo ministro del Qatar e cugino dell'attuale emiro, Hbj ha costruito negli ultimi mesi un rapporto sempre più stretto con l'Italia e in particolare con Milano, dove vive una parte della sua famiglia. Ad aprile Al Mirqab ha rilevato per 1,1 miliardi di euro l'80% del palazzo di via Monte Napoleone 8, ceduto dal gruppo francese Kering; qualche mese più tardi, attraverso la controllata Constellation Hotels, lo sceicco ha acquistato Villa Certosa dalla famiglia Berlusconi per una cifra stimata intorno ai 350 milioni.
Operazioni che disegnano un profilo di investitore interessato soprattutto agli immobili di pregio, più che alla gestione sportiva in senso stretto.
Oaktree non ha fretta: solo quote di minoranza, nessuna cessione del controllo
Dal fondo americano arriva un secco "no comment" sulle indiscrezioni, ma la posizione di Oaktree appare chiara: il controllo dell'Inter non è in discussione, mentre potrebbe essere valutata l'ipotesi di un socio di minoranza. Il fondo ha rilevato il club nel maggio 2024 dopo il mancato rimborso del finanziamento concesso alla famiglia Zhang e non ha necessità di vendere, anche perché i conti nerazzurri sono tornati in utile. L'ultimo bilancio si è chiuso con ricavi per 518 milioni di euro e un profitto di 22,7 milioni, il secondo risultato positivo consecutivo.
L'ingresso di un investitore terzo servirebbe piuttosto a fissare una valutazione concreta del club attraverso una transazione, monetizzando parte dell'investimento senza perdere la maggioranza.
Il nuovo stadio vale più della squadra
Il filo che unisce Montenapoleone, Villa Certosa e l'Inter è il mattone. Inter e Milan hanno ottenuto nelle scorse settimane il via libera del Tar sui ricorsi presentati contro la vendita dell'area di San Siro e si preparano a presentare i primi rendering del nuovo impianto tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Il progetto, affidato agli studi Foster + Partners e Manica, prevede una struttura da circa 71.500 posti, con oltre 13mila posti premium, destinata a sorgere nell'area degli attuali parcheggi e a essere pronta per gli Europei del 2032.
La relazione di fattibilità attribuisce al nuovo stadio, una volta completato, un valore stimato di oltre 2,1 miliardi di euro. Per un investitore che compra immobili di lusso nel capoluogo lombardo, l'impianto rappresenta l'asset più interessante dell'intera operazione: i soldi del fondo qatariota, se arriveranno, andrebbero soprattutto a finanziare la costruzione dell'arena e le opere connesse, non il mercato della squadra.
Le valutazioni e il precedente del Milan
Quanto vale oggi l'Inter? Le stime divergono. Forbes colloca il club intorno a 1,5 miliardi di euro, debito incluso, mentre Football Benchmark arriva a 2,1 miliardi. Applicando al fatturato un multiplo compreso tra 3,5 e 3,9 volte, si ottiene una forchetta di enterprise value tra 1,8 e 2 miliardi, cifra che Oaktree potrebbe utilizzare come riferimento per una eventuale cessione di minoranza.
Il precedente più vicino resta il Milan, passato da Elliott a RedBird nel 2022 sulla base di una valutazione di 1,2 miliardi; quattro anni dopo, con uno stadio di proprietà in arrivo e bilanci in utile, l'Inter può ambire a valori sensibilmente superiori. La presentazione del progetto definitivo del nuovo San Siro è attesa alle istituzioni tra fine ottobre e inizio novembre, mentre l'apertura del cantiere è prevista nella seconda metà del 2027.
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