Sondaggio Swg, Fratelli d'Italia e Pd guadagnano terreno mentre il M5s arretra
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Redazione Interno
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Il quadro politico fotografato da Swg per il Tg La7, nella rilevazione del 19 gennaio 2026, conferma una tendenza di assestamento, con movimenti contenuti ma significativi che delineano due poli in controcorrente. Da una parte, infatti, si consolida l’asse dei due principali partiti, quello di governo e il principale dell’opposizione, che vedono entrambi accrescere le proprie preferenze. Dall’altra, le formazioni che un tempo hanno rappresentato la novità e il disordine nel panorama politico nazionale segnano invece un passo indietro, cedendo quote di consenso in un elettorato che sembra orientarsi verso schieramenti più definiti. La rilevazione, condotta in un contesto internazionale che vede Donald Trump nuovamente presidente degli Stati Uniti, mostra un elettorato italiano attento alle dinamiche interne, dove il dato più rilevante resta la salda leadership dell’esecutivo in carica.
La crescita solida dei due poli principali
Fratelli d’Italia, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non solo si riconferma il primo partito, ma incrementa ulteriormente il suo consenso, salendo dello 0,2% e toccando così il 31,1%. Un segnale, questo, che arriva dopo un leggero calo registrato nella precedente indagine e che indica una forte tenuta della base elettorale, la quale sembra premiare l’azione di governo nonostante le complessità della gestione ordinaria. Parallelamente, anche il Partito Democratico mostra un trend positivo, seppur lieve, attestandosi al 22,4% e rafforzando la sua posizione di primo attore dell’opposizione. Questa crescita parallela, che qualcuno potrebbe interpretare come un ritorno alla bipolarità, suggerisce un trasferimento di consensi dagli schieramenti più marginali verso i due centri principali della scena politica, in un momento in cui la stabilità appare un valore prioritario per molti elettori.
Il declino delle forze antisistema
Alla dinamica ascendente che caratterizza i due partiti maggiori fa da contraltare la flessione del Movimento 5 Stelle, il quale scende al 12,4%, perdendo quella spinta che in passato lo ha reso un fenomeno di rottura. Il calo, per quanto contenuto, è sintomatico di una crisi d’identità che perdura da tempo e che si riflette in un graduale deflusso di voti, alcuni dei quali sembrano convergere proprio verso il Partito Democratico. Non è un caso isolato, poiché anche la Lega registra un arretramento, fermandosi all’8%, in un contesto dove lo spazio per le formazioni che un tempo cavalcavano il malcontento sembra essersi ridotto. Questi spostamenti, peraltro, avvengono in uno scenario giudiziario nazionale spesso segnato da inchieste di cronaca nera che, pur nella loro gravità, vengono affrontate con strumenti investigativi sempre più sofisticati, contribuendo a un clima di maggiore attenzione alla legalità.
Uno scenario in lenta evoluzione
I dati complessivi del sondaggio Swg delineano quindi una geografia elettorale in lenta ma costante evoluzione, dove la somma delle forze di governo mantiene una solida maggioranza. Le oscillazioni minime, spesso nell’ordine di pochi decimali di punto percentuale, non devono trarre in inganno, poiché rivelano un sottostante riallineamento di preferenze. Gli elettori, molti dei quali, sembrano aver abbandonato le posizioni più estreme o protestatarie per cercare un ancoraggio in proposte politiche che, pur distanti ideologicamente, promettono una gestione più strutturata e prevedibile. È un processo che va oltre la semplice contabilità dei voti e che tocca il rapporto tra cittadini e istituzioni, in un periodo storico dove le certezze scarseggiano e la politica è chiamata a dare risposte concrete.




