Victoria Beckham rompe il silenzio sulla faida con il figlio Brooklyn: «Io e David abbiamo sempre cercato di essere i migliori genitori possibili»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quattro mesi. Tanto è trascorso dallo sfogo social con cui Brooklyn Beckham, il primogenito dell’ex calciatore e dell’imprenditrice della moda, aveva infranto quella che per anni era parsa una narrazione familiare blindata. E solo ora, con un’intervista rilasciata al «Wsj Magazine», Victoria Beckham ha scelto di rispondere, seppure senza mai pronunciare il nome del figlio. Lo ha fatto con frasi cesellate, misurate, quasi sospese – “Abbiamo sempre amato tantissimo i nostri figli” – e con un’insistenza sulla parola “proteggere” che suona, in questo contesto, come una dichiarazione di principio più che come un semplice ricordo. A gennaio, Brooklyn aveva scritto di essersi sentito “controllato” per gran parte della sua vita, di aver vissuto con “un’ansia opprimente” e di aver trovato sollievo solo allontanandosi dalla famiglia. Nessuna replica diretta a quelle accuse, nella replica di Victoria; piuttosto, una ridefinizione del perimetro entro cui lei e David Beckham hanno sempre agito.

«Sotto scrutinio pubblico da oltre trent’anni»: lo sfondo di una vita esposta

Non è un dettaglio secondario, quello che Victoria Beckham sottolinea quasi di sfuggita, inserendolo in una frase incidentale che però pesa come un macigno: “Siamo sotto scrutinio pubblico da oltre 30 anni ormai”. Un arco temporale che ha preceduto la nascita dei figli e che, di fatto, li ha avvolti fin dal primo vagito. In quella gabbia trasparente fatta di flash, copertine e voci di corridoio, l’ex Spice Girl rivendica una coerenza di fondo: “tutto ciò che abbiamo sempre cercato di fare è proteggere i nostri figli e amarli”. È una linea difensiva che non ammette crepe, sebbene l’esistenza stessa della faida – definita ormai “insanabile” da molte cronache – smentisca sul piano pratico la perfezione di quell’intenzione. Eppure, Victoria non arretra: ammette l’esistenza di “errori” (generici, mai specificati), ma li incornicia in un quadro di impegno costante, quasi totalizzante.

L’assenza della nuora e il silenzio come scelta retorica

Un elemento che colpisce, nell’intervista, è l’assenza di qualsiasi riferimento alla moglie di Brooklyn, attrice e modello. Victoria non la nomina, né per includerla né per escluderla dal conflitto; è un vuoto che parla da sé. Le sue parole si concentrano esclusivamente sul rapporto genitori-figli, sulla difficoltà di crescere qualcuno “sotto scrutinio” e sulla necessità di opporre a quello scrutinio una barriera – talvolta rigida, secondo il figlio – di protezione. Brooklyn, dal canto suo, aveva parlato anche di una “immagine familiare impeccabile” mantenuta “a costo di distorcere la realtà”, accusando i genitori di averlo reso “parte integrante” di quella narrazione artefatta. Victoria non risponde su questo punto specifico; si limita a ribadire l’amore e la protezione, come se quei due verbi potessero assolvere ogni altra accusa.

La prima volta di una madre pubblica e il peso delle parole non dette

È la prima volta che Victoria Beckham affronta pubblicamente la rottura con Brooklyn, e lo fa con una scelta di tono che merita attenzione. Non c’è patetismo, non c’è la madre ferita che si rivolge al figlio attraverso i media. C’è, invece, una donna abituata a calcolare ogni parola – dopo trent’anni di carriera e di vita sotto i riflettori – che sposta l’asse del discorso dalla faida alla propria identità di genitore. “Abbiamo sempre cercato di essere i migliori genitori possibili”: l’avverbio “sempre” ricorre più volte, quasi a voler sigillare una versione che non ammette revisioni. Brooklyn, nelle sue storie Instagram di gennaio, aveva descritto l’allontanamento come una liberazione dall’ansia. Victoria, oggi, descrive quell’allontanamento come un dolore implicito, ma non lo nomina. Lo lascia intendere. E forse, in questa asimmetria comunicativa – un figlio che grida, una madre che misura le virgole – si gioca la vera complessità della vicenda.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.