Nuoto, la folle estate europea di Sara Curtis tra record mondiali e primati italiani
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Redazione Sport
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Mentre a Washington si insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dall'altra parte dell'oceano, in una piscina di Lublino, una giovane italiana che negli Stati Uniti vive e si allena sta scrivendo una pagina di storia dello sport nazionale. Sara Curtis, la diciannovenne di Savigliano, ha trasformato questi Europei in vasca corta in una personale cavalcata trionfale, che ha dell'incredibile per continuità e prestazioni. Dopo aver contribuito, con la staffetta mista 4x50, a un record del mondo e dopo aver collezionato un argento nella 4x50 stile libero, la sprinter ha impresso una accelerazione bruciante anche nelle gare individuali, dimostrando una progressione che pochi, in verità, potevano pronosticare.
Il muro dei 52 secondi è solo un ricordo
Il gesto più significativo, quello che sancisce il passaggio a un altro livello, è arrivato nella semifinale dei 100 metri stile libero. Con un nuoto potente e di rara efficienza, Curtis ha fermato il cronometro su 51"29, tempo che non solo le ha valso l'accesso alla finale con il migliorissimo parziale, ma che ha polverizzato il precedente record italiano di Federica Pellegrini, resistente da anni a 52"10. Un distacco, quello di 81 centesimi, che in una gara così breve equivale a un abisso, segnando una cesura netta tra un prima e un dopo. «Sì, volevo abbattere la barriera dei 52'', finalmente ce l'ho fatta», ha confessato in un'intervista alla Rai, quasi sorpresa dalla grandezza del risultato, che la proietta tra le potenze continentali della specialità.
Una doppia fatica da leggenda
Quella che sta emergendo, tuttavia, non è solo la figura di una specialista, bensì di un'atleta completa e dalla capacità di recupero fuori dal comune. Nella stessa mattinata, infatti, ha dato prova di un talento multiforme, affrontando e superando con disinvoltura prove diversissime tra loro. Poco dopo aver migliorato il suo personale nei 50 metri dorso, ha preso il via nelle batterie dei 50 stile libero, la sua distanza regina, confermando uno stato di grazia difficilmente contenibile. Anche lì, non si è limitata a qualificarsi, ma ha fatto segnare il miglior tempo assoluto della sessione, limando ulteriormente il suo già eccellente personale.
Il frutto di un ponte atlantico
Questa esplosione, che sta regalando al nuoto italiano emozioni da tempo assenti nelle prove veloci femminili, è il prodotto di un percorso ibrido e intelligente. Cresciuta tecnicamente in Italia sotto la guida di Thomas Maggiora, la Curtis ha colto l'opportunità offerta dalla Virginia University e dal suo coach Todd DeSorbo, integrando così la scuola italiana con le metodologie d'oltreoceano. Un sincretismo che, a giudicare dai numeri stampati in vasca in queste giornate polacche, sta funzionando in maniera perfetta, forgiando un'atleta pronta a misurarsi, senza complessi, con le migliori al mondo.




