La Madonna gigante di Konotopie e la sfida dei “colossi di Dio”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'impressionante figura bianca domina sul paesaggio rurale della Polonia ergendosi dai campi di Konotopie, piccolo villaggio della regione della Cuiavia-Pomerania, tra Toruń e Lipno. È la nuova statua monumentale della Madonna, alta complessivamente 55,6 metri, inaugurata e benedetta il 15 agosto, solennità dell'Assunzione di Maria. Ed è, a oggi, la più alta statua mariana d'Europa.

A guardarla da lontano, colpisce anzitutto la sproporzione tra la sua mole e il luogo in cui è stata collocata: un piccolo paese di contadini, lontano dalle grandi città, che da secoli custodisce però una devozione mariana.

Le dimensioni e la struttura del monumento

La statua della Vergine Maria, realizzata dallo scultore Adam Jakub Matejkowski, poggia su un basamento a forma di corona di 15 metri che ospita al suo interno una scala, un ascensore e una terrazza panoramica. La figura vera e propria misura circa 40,6 metri, mentre il basamento aggiunge quegli ulteriori 15 metri che portano il totale a 55,6. La costruzione, realizzata in cemento armato e acciaio, ha richiesto circa 2.500 metri cubi di calcestruzzo.

Con queste dimensioni, il monumento supera non solo il celebre Cristo Redentore di Rio de Janeiro, che raggiunge i 38 metri considerando anche il piedistallo, ma anche il Cristo Re di Świebodzin, sempre in Polonia, inaugurato nel 2010 e alto 52,5 metri complessivi.

La cerimonia di inaugurazione

La cerimonia di consacrazione si è svolta sabato 15 agosto 2026, giorno della solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, davanti a centinaia di persone. Il programma ha incluso la recita del rosario, una Messa presieduta dal vescovo di Włocławek Krzysztof Wętkowski e la successiva benedizione del monumento, con due elicotteri che hanno sorvolato la statua lasciando cadere nel cielo una pioggia di petali di rose rosse.

All'inaugurazione ha partecipato anche l'ex presidente polacco e storico leader anticomunista Lech Wałęsa, che aveva un posto in prima fila. L'82enne Wałęsa, che durante gli anni della lotta al regime comunista era solito portare una spilla raffigurante la Madonna Nera di Częstochowa, ha definito l'evento come la conclusione del proprio percorso: "Ho iniziato con la Vergine Maria e finisco con la Vergine Maria".

I finanziatori e la storia della devozione

A finanziare interamente l'opera, con fondi privati, sono stati l'imprenditore Roman Karkosik e la moglie Grażyna, che vivono in un palazzo a pochi chilometri da Konotopie. La coppia ha presentato il monumento come un "voto di gratitudine" per le grazie ricevute, un atto personale di riconoscenza rivolto a Dio attraverso Maria. Le stime del costo dell'opera, riportate da alcuni media, si aggirano intorno ai 23 milioni di euro.

La storia della loro devozione nasce da una piccola immagine di appena 55 centimetri, una statua lignea della Madonna Addolorata conservata nel vicino santuario: la vicenda risale al 1885, quando l'allora proprietario della tenuta di Konotopie fece costruire una cappella lungo la strada e vi collocò una statua lignea della Vergine con Gesù deposto dalla croce sulle ginocchia. Secondo la tradizione locale, l'uomo volle erigere la cappella dopo la guarigione della figlia, attribuita all'intercessione di Maria, e da quel momento il luogo cominciò ad attirare pellegrini.

Nel 2010-2011 furono ancora i Karkosik a finanziare la ricostruzione e l'ampliamento del santuario, anche allora come voto, in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II.

Una sfida per la tradizione cattolica polacca

La Polonia, che resta una delle nazioni europee dalla tradizione cattolica più radicata, sta attraversando un cambiamento profondo, soprattutto tra le nuove generazioni e nelle aree urbane. La costruzione del monumento in aperta campagna segna plasticamente questa tensione: da una parte, la devozione mariana continua a essere una componente decisiva della religiosità polacca; dall'altra, la pratica religiosa e il rapporto con la Chiesa stanno avvertendo un contraccolpo, soprattutto nelle generazioni più giovani.

Il monumento, che le autorità locali sperano diventi meta di pellegrinaggio e attrazione turistica, non è stato esente da critiche. Un domenicano polacco, padre Pawel Guzynski, ha definito la statua "King Kong sul campo" e ha paragonato il progetto a una forma di "danza intorno al vitello d'oro", richiamando la storia biblica dell'idolatria. La proliferazione dei cosiddetti "colossi" sacri, soprattutto in America Latina, nel Sud-est asiatico e nell'Europa orientale, solleva interrogativi sul significato di queste imponenti rappresentazioni della fede.

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