Sovranità digitale europea, l’Unical sfida i colossi AI
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Redazione Economia
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La prima chat Gpt europea sarà made in Calabria si inserisce nel dibattito sulla sovranità digitale europea rilanciato dall’Università della Calabria, che ha posto al centro la sfida ai colossi tecnologici extraeuropei. L’iniziativa viene presentata come un passaggio strategico all’interno di una riflessione più ampia sulla dipendenza del continente dalle grandi piattaforme globali e sul ruolo dei dati nella definizione degli equilibri digitali. Il tema della sovranità digitale europea viene affrontato come una questione che riguarda infrastrutture, algoritmi e sistemi di gestione delle informazioni, elementi che oggi incidono direttamente sui processi decisionali e operativi. In questo contesto, la dimensione tecnologica assume un peso sempre più centrale nelle dinamiche europee.
L’Ateneo calabrese tra AI e cybersicurezza
L’Aula Caldora dell’Università della Calabria ha ospitato il 23 giugno il convegno dedicato alla “sfida della sovranità digitale europea tra AI e cybersecurity – Una svolta strategica per il Sud”, incentrato sulle prospettive della sovranità digitale europea. L’incontro ha messo in evidenza come intelligenza artificiale e cybersicurezza siano ormai ambiti fondamentali per il futuro dell’Europa, con particolare attenzione alle ricadute sul sistema produttivo e istituzionale. Il dibattito ha evidenziato anche il ruolo del Mezzogiorno come spazio potenziale per lo sviluppo di innovazione tecnologica e ricerca applicata, con un’attenzione crescente alle infrastrutture digitali e ai processi di trasformazione in corso.
A cura di Erminio Polito, CEO di Indra Group in Italia, il confronto ha approfondito il ruolo di dati, algoritmi e infrastrutture come elementi centrali della sovranità digitale. La tecnologia non viene più descritta soltanto come strumento di efficienza, ma come livello in cui si formano e si realizzano decisioni strategiche. Questo cambio di prospettiva riduce la distanza tra ambiti politici, economici e tecnologici, mostrando come il controllo dei sistemi digitali influisca direttamente sui processi decisionali contemporanei e sulla gestione delle informazioni a livello europeo.
Il pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica e l’infrastruttura digitale
Con il pacchetto sulla sovranità tecnologica presentato il 3 giugno 2026, la Commissione europea ha puntato a riportare la politica digitale su un piano più industriale, concentrandosi sulle infrastrutture che sostengono l’economia digitale. Il dossier include semiconduttori, cloud, data centre, software open source, capacità di calcolo ed energia, considerati elementi essenziali per l’architettura del sistema digitale europeo. L’intervento normativo si articola attraverso due proposte legislative, il Cloud and AI Development Act e il Chips Act 2.0, insieme a iniziative di policy come la EU Open Source Strategy e la Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in Energy.
Il quadro delineato dalla Commissione europea mostra un approccio che integra politiche industriali e digitali, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del continente di gestire infrastrutture strategiche e tecnologie chiave. Le iniziative descritte contribuiscono a definire un sistema più strutturato attorno alla sovranità digitale europea, in cui software, energia e capacità computazionale vengono considerati elementi interconnessi. L’attenzione si concentra sugli asset materiali e immateriali che sostengono il funzionamento delle reti digitali, delineando un perimetro sempre più definito per la gestione dell’ecosistema tecnologico europeo.




