Tragedia a Champoluc, giovane abruzzese muore nel lago ghiacciato
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Redazione Interno
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Il silenzio innevato della Valle d'Aosta, quello che avvolge le cime e le piste da sci di Champoluc, è stato lacerato da una tragedia nella vigilia di Natale, quando è emersa la notizia del ritrovamento del Corpo senza vita di una giovane donna di 32 anni, originaria dell'Aquila. La vittima, il cui corpo è stato recuperato dalle acque gelide di un lago nella frazione Pilaz già nel pomeriggio di martedì 23 dicembre, lavorava come stagionale in un locale situato proprio sulle piste della zona, una circostanza che rende ancor più crudo il contesto di una fine giunta in un luogo di lavoro e di vita. La dinamica, come spesso accade in simili frangenti, appare nella sua essenza spietatamente semplice e fulminea: secondo le primissime e ancora frammentarie ricostruzioni, la donna sarebbe scivolata sul ghiaccio che bordava o copriva lo specchio d'acqua, finendo così in trappola senza avere scampo.
La ricostruzione dei fatti e l'allarme dei colleghi
A dare concretezza alla preoccupazione, trasformandola in un allarme concreto, erano stati i colleghi della donna, i quali, non vedendola presentarsi al lavoro e non riuscendo in alcun modo a contattarla al telefono, hanno attivato le ricerche. Un'assenza inspiegabile, che ha immediatamente sollevato il velo su uno scenario di potenziale pericolo, considerate le condizioni ambientali del periodo e i rischi oggettivi legati al territorio montano in inverno. L'iter delle indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Aosta e dai colleghi della stazione di Brusson, procede ora sul doppio binario consueto in questi casi: da un lato gli accertamenti di tipo tecnico-scientifico, utili a confermare o escludere dinamiche precise, e dall'altro gli indispensabili riscontri testimoniali, per ricostruire gli ultimi movimenti della giovane. Non si esclude, naturalmente, che possa essere intervenuto un malore, una possibilità che gli investigatori vaglieranno con la consueta scrupolosità.
Le indagini in corso per fare chiarezza
Il, una volta recuperato, è stato sottoposto agli esami autoptici disposti dall'autorità giudiziaria, un passaggio fondamentale per stabilire con certezza le cause del decesso e confermare o meno l'ipotesi dell'incidente, che al momento rimane la più accreditata. La magistratura ha aperto un fascicolo, come prassi, contro ignoti per omicidio colposo, una formula che consente di indagare a tutto campo senza preclusioni e che sarà aggiornata alla luce degli elementi che emergeranno dal lavoro degli investigatori e dei periti. La vicenda, al di là della sua tragicità intrinseca, getta una luce cruda sulla vulnerabilità dei singoli, specie di chi si sposta per lavoro in territori che, pur essendo meta di vacanza e svago, nascondono insidie non sempre calcolate, specialmente quando ci si muove in solitudine.
Un lutto che colpisce due regioni
Il dolore per la scomparsa improvvisa e violenta della giovane abruzzese risuona dunque in due regioni distanti: in Abruzzo, sua terra d'origine, e in Valle d'Aosta, dove aveva scelto di trascorrere la stagione invernale lavorando a contatto con la neve e con i turisti. Una scelta di vita che si è interrotta in modo così brutale da lasciare senza parole, mentre le persone che l'avevano conosciuta in quel breve periodo faticano a comprendere l'accaduto. Le forze dell'ordine, dal canto loro, continuano a lavorare per dipanare ogni ultimo dubbio, interrogando chi l'ha vista per ultima e analizzando ogni dato disponibile, nella speranza di offrire alle famiglie coinvolte, in primo luogo ai genitori della vittima, un quadro definitivo e chiaro di quanto è successo in quel pomeriggio di dicembre sulle rive del lago di Pilaz.




