Paola Cortellesi, tra il nuovo film e la giuria della Festa di Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La ventesima edizione della Festa del cinema di Roma si è aperta, nella serata di mercoledì 15 ottobre, all'insegna di un'eleganza sobria e di un'attesa palpabile, con la presidente di giuria Paola Cortellesi che, indossando un raffinato abito finto smoking in blu notte di Giorgio Armani, ha subito catturato i riflettori. Dopo un affollatissimo tappeto rosso, la cerimonia d'apertura, condotta da Ema Stokholma con un abito dorato e paillette che sarà riproposto anche per la chiusura di sabato 25, ha visto l'attrice e regista salire sul palco dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, manifestando una commozione genuina per il ritorno in un luogo per lei carico di significato. “Sarò sempre grata alla Festa del Cinema di Roma, il mio primo film da regista *C'è ancora domani* partì proprio da qui, due anni fa esatti”, ha dichiarato Cortellesi, la quale, nonostante l'entusiasmo, ha confessato con un tono confidenziale le pressioni del nuovo ruolo, affermando che lo stress della giuria è stato per lei “quasi come un trasloco”.
Il futuro dopo il successo
Proprio mentre la kermesse prendeva il via, accompagnata dall'omaggio a un'altra icona del cinema come Claudia Cardinale, Paola Cortellesi ha colto l'occasione del red carpet per aggiornare i presenti sul suo percorso creativo successivo al trionfo di *C'è ancora domani*. Rivelando di avere tra le mani un nuovo e importante progetto, ha risposto alle curiosità dei giornalisti con una battuta stringata ma significativa: “Il secondo film? Siamo già a buon punto”. Una dichiarazione che, sebbene essenziale, basta a delineare uno sviluppo concreto e a placare le attese di un pubblico che ne ha seguito l'ascesa, confermando come l'artista non si sia affatto fermata dopo l'esordio da record.
Un impegno che si intreccia alla vita privata
La serata inaugurale ha assunto per lei una connotazione ancor più speciale, poiché la rassegna si è aperta con la proiezione, fuori concorso, de *La vita va così*, pellicola diretta dal marito Riccardo Milani. Un incrocio di destini professionali e affetti che ha aggiunto un ulteriore strato di partecipazione emotiva al suo ruolo di presidente della giuria per la sezione Progressive Cinema, un compito che svolge mentre, in parallelo, porta avanti la scrittura della sua nuova opera. L'aver scelto di presiedere la giuria, un impegno che lei stessa definisce gravoso, rappresenta dunque una pausa riflessiva e al tempo stesso pubblica dal lavoro di preparazione del secondo lungometraggio, un momento di confronto con il cinema altrui prima di tuffarsi nuovamente nel proprio.
L'equilibrio tra diversi ruoli
Elegantissima e fasciata nel suo blu notte, l'attrice ha dunque sfilato non soltanto come una delle figure più acclamate del cinema italiano contemporaneo, ma anche come una professionista capace di bilanciare impegni diversi e di grande responsabilità. Da un lato, la guida di una giuria in un festival di prestigio, con tutto il carico di valutazioni e dibattiti che ciò comporta; dall'altro, l'avanzamento di un progetto personale tanto atteso, di cui ha voluto rassicurare i fan riguardo ai progressi. Due dimensioni che, in questi dodici giorni di festival, procederanno di pari passo, mostrando ancora una volta la sua poliedricità e la sua dedizione a un cinema che, pur tra le luci del red carpet, non dimentica il lavoro artigianale che avviene dietro le quinte.




