Festa della polizia, i questori: «La sicurezza non è un monologo»
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Redazione Interno
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La sicurezza non ammette solitudini, né tantomeno può essere il frutto di un’azione unilaterale. Lo ha ribadito con chiarezza il questore Vincenzo Nicolì, intervenuto alla cerimonia per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, tenutasi nella mattinata di venerdì 10 aprile. «Viviamo anni complicati – ha spiegato Nicolì nel suo discorso ufficiale – in cui gli scenari di crisi internazionali si intrecciano con le problematiche criminali e sociali, nazionali e locali, incidendo profondamente sulla percezione stessa della sicurezza». Un’affermazione, questa, che sposta l’attenzione dal mero dato repressivo a una visione più articolata, dove la collaborazione e il rispetto reciproco tra i ruoli diventano elementi costitutivi di una strategia condivisa.
«Esserci sempre», il valore quotidiano dietro l’uniforme
A Olbia, intanto, la celebrazione del 174esimo anniversario ha assunto toni altrettanto intensi, con il questore di Sassari, Filiberto Mastrapasqua, a sottolineare un aspetto spesso dimenticato: dietro ogni divisa – e sarebbe riduttivo considerarla un semplice simbolo – c’è una storia personale, fatta di sacrifici e di un impegno che non conosce orari. «Donne e uomini che ogni giorno, con dedizione e senso del dovere, garantiscono la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalità», ha ricordato Mastrapasqua, senza enfasi retoriche ma con la concretezza di chi conosce il mestiere. La cerimonia olbiese, inserita in un calendario nazionale di eventi, ha voluto restituire dignità a quel “esserci sempre” che rappresenta, forse, la più autentica delle promesse mantenute.
Numeri e rischi: i 96mila dello Stato
Molto apprezzati, come riferito durante le varie commemorazioni sparse sul territorio, sono risultati gli interventi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del capo della polizia, Vittorio Pisani. I due vertici, nel loro messaggio, non si sono limitati a illustrare i grandi risultati ottenuti nel contrasto ai più disparati fenomeni criminali – dalla criminalità organizzata a quella predatoria – ma hanno voluto riconoscere l’impegno e la dedizione con cui operano i 96mila uomini della Polizia di Stato. Una forza, quella numerica, che però dice poco se non si accompagna alla consapevolezza delle responsabilità enormi e dei rischi elevati che questi agenti affrontano ogni giorno, tra i quali l’incolumità personale non è certo l’ultimo dei pensieri.
Una corona d’alloro e le benemerenze alla Spezia
Un’altra tappa significativa della giornata si è svolta alla Spezia, dove il prefetto Andrea Cantadori ha partecipato alla cerimonia organizzata nella sala conferenze di Tele Liguria Sud. Prima del momento ufficiale, però, Cantadori si è recato – insieme al questore Sebastiano Salvo – alla cappella della Caserma Saletti per depositare una corona d’alloro davanti alla lapide dedicata ai Caduti della Polizia di Stato. Un gesto, questo, che ha preceduto la consegna di alcune benemerenze agli agenti che si sono particolarmente distinti per meriti nel servizio. Senza trionfalismi, e con il tono misurato che accompagna le commemorazioni, il prefetto ha voluto così ribadire un legame indissolubile tra il riconoscimento formale e il sacrificio, spesso anonimo, che sta alla base dell’ordine pubblico.




