Brunello Cucinelli: fatturato oltre il miliardo e magazzino solido nonostante lo short selling
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Redazione Economia
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La maison di Brunello Cucinelli, dopo aver superato per la prima volta a settembre il traguardo del miliardo di euro di vendite, conferma la solidità della propria strategia. Un modello operativo che si fonda su collezioni in costante rinnovamento, in armonia con il ritmo delle stagioni, e che implica strutturalmente un livello di giacenze più elevato rispetto a brand focalizzati su altre categorie merceologiche.
Un modello di business strutturato
Il modello di Brunello Cucinelli prevede circa un migliaio di modelli per ogni stagione e per ciascun genere. L’azienda considera quindi fisiologica un’incidenza del magazzino sulle vendite compresa tra il 28 e il 29%, un livello giudicato dalla società pienamente equilibrato e sostenibile.
La reazione agli attacchi speculativi
Nelle ultime settimane, l’azienda è stata oggetto di operazioni di short selling. Lo stesso fondatore e presidente Brunello Cucinelli ha preso atto di questi attacchi speculativi, definendoli parte delle regole del gioco borsistico. Cucinelli ha ammesso che sarebbe stato preferibile non dovervi assistere, ma ha anche sottolineato di aver ricevuto, per contrasto, un’innumerevole quantità di messaggi di sostegno e apprezzamento per il lavoro svolto.
I solidi risultati economici
Sul versante finanziario, i ricavi del terzo trimestre hanno segnato un incremento del 12%, raggiungendo 335,5 milioni di euro. Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno, la crescita si è attestata al 10,8%, portando il fatturato totale a 1,019 miliardi. Una performance che rafforza la fiducia del gruppo nel raggiungimento degli obiettivi di fine anno ed evidenzia la solidità del percorso di sviluppo intrapreso.
Chiarezza sulla presenza in Russia
Un altro punto su cui Brunello Cucinelli ha fatto chiarezza riguarda la propria presenza in Russia, tema che ha alimentato speculazioni. La società ha precisato che il fatturato generato in quel mercato, che rappresentava il 9,3% del totale nel 2021, ha registrato un calo costante dall’inizio del conflitto, attestandosi a 30,6 milioni di euro nel 2024, pari al 2,4% dei ricavi complessivi, nel pieno rispetto delle sanzioni.




