Cadavere in auto inabissata nel Tergola, si indaga per omicidio: vittima legata e colpita da arma da fuoco
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Redazione Interno
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Un macabro ritrovamento ha sconvolto la mattinata dell'8 settembre a San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova, dove il cadavere di un uomo è stato rinvenuto all'interno di un'automobile inabissata nelle acque del fiume Tergola. La scoperta, avvenuta lungo via del Santo all'altezza del civico 69, in località Torre di Burri, ha immediatamente attivato le forze dell'ordine, con i carabinieri della Compagnia di Cittadella e i militari del Nucleo investigativo del comando provinciale di Padova che hanno avviato le indagini, orientate in modo netto verso la pista dell'omicidio.
Il corpo e il tentativo di occultamento
La vittima, un uomo di età compresa tra i 45 e i 55 anni, è stata trovata senza vita sul sedile posteriore del veicolo, una Fiat Bravo di colore nero, priva di targhe. La posizione del corpo e le condizioni in cui è stato rinvenuto hanno lasciato pochi dubbi agli inquirenti circa la violenza dell'accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo si trovava dietro i sedili posteriori, come se fosse stato caricato dal bagagliaio, con le mani legate.
Al busto era stata fissata la ruota di scorta, un dettaglio che suggerisce un deliberato tentativo di far affondare il corpo e di occultarlo, rendendone più difficile il ritrovamento. Il cadavere era inoltre parzialmente coperto da parti di uno pneumatico, mentre altri due erano presenti all'interno dell'abitacolo.
Le ipotesi investigative e le prime dichiarazioni
Le prime ispezioni condotte sul posto, con l'intervento del medico legale per l'esame esterno del corpo, hanno portato gli investigatori a ipotizzare che la morte sia stata causata da colpi d'arma da fuoco, configurando così l'omicidio come un'esecuzione, seguita da un maldestro quanto macabro tentativo di sbarazzarsi del corpo.
Il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella, intervenuto sulla vicenda, ha dichiarato che "molto probabilmente si tratta di un omicidio e del tentativo di occultare un cadavere", aggiungendo che l'auto "probabilmente è stata spinta dentro da una terza persona", sebbene si tratti al momento di supposizioni in attesa delle verifiche dell'autorità giudiziaria.
Le indagini in corso e il giallo dell'identità
Al momento, l'identità della vittima rimane un mistero: all'interno dell'abitacolo non sono stati rinvenuti documenti o effetti personali che possano risalire alla sua identità. Le indagini, coordinate dalla pm Brunino, si concentrano ora sulla ricostruzione della dinamica dei fatti e sull'identificazione sia della vittima che del proprietario del veicolo, che è stato privato delle targhe per rendere più difficile la sua identificazione.
I carabinieri stanno vagliando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per ricostruire i movimenti dell'auto, che si ritiene possa essere stata gettata nel fiume durante la notte precedente al ritrovamento.
Le operazioni di recupero e i rilievi sul posto
I vigili del fuoco del comando provinciale di Padova sono intervenuti per le complesse operazioni di recupero della vettura dal bacino del Tergola, che hanno richiesto la chiusura di via del Santo al traffico per garantire la sicurezza e permettere i rilievi tecnici.
Una volta riportata a riva, l'auto è stata sottoposta a un minuzioso esame, con i carabinieri che hanno effettuato un sopralluogo approfondito alla ricerca di elementi utili alle indagini, come impronte digitali o tracce di Dna che possano fornire un nome alla vittima e condurre agli autori del delitto.
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