Magistrati in sciopero, Carofiglio esorta: "Reagire alle falsità con fermezza"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ex magistrato Gianrico Carofiglio, intervenendo all’assemblea pubblica organizzata dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) a Roma, ha rivolto un appello ai suoi ex colleghi, esortandoli a una risposta chiara e strutturata di fronte alle critiche e alle affermazioni che definisce "false, se non truffaldine", provenienti dal governo Meloni. "Non si può rispondere in modo estemporaneo", ha dichiarato, "altrimenti si finisce come nella barzelletta del maestro di arti marziali che si inchina davanti al teppista che gli dà un cazzotto in faccia". Un’immagine vivida, quella utilizzata da Carofiglio, per sottolineare l’importanza di una reazione efficace e ponderata, che non si limiti a gesti simbolici ma sappia contrastare con argomentazioni solide chi, a suo dire, "non rispetta le regole".

Lo sciopero dei magistrati, che ha raggiunto livelli record di adesione, con una partecipazione media dell’80% e picchi del 90% in città come Milano, si inserisce in un contesto di forte tensione tra il governo e la magistratura. La protesta, che ha visto toghe e costituzioni sventolare davanti ai palazzi di giustizia di tutta Italia, è stata organizzata in risposta al progetto di riforma della giustizia portato avanti dal ministro Nordio, sostenuto da Meloni, Salvini e Tajani. Al centro del dibattito, la proposta di separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, vista da molti magistrati come una misura punitiva e lesiva dell’indipendenza della magistratura.

La mobilitazione, definita "solo l’inizio" dai rappresentanti dell’Anm, ha assunto toni quasi epici, con immagini di colleghi che si abbracciano, scambiano battute e sventolano bandiere tricolori. Un’atmosfera che, al di là delle cifre, ha dimostrato una coesione inaspettata, superando le più ottimistiche previsioni. Cesare Parodi, segretario dell’Anm, ha parlato di un’adesione "oltre ogni aspettativa", sottolineando come la protesta abbia unito magistrati di ogni ordine e grado in una difesa corale dei principi costituzionali.

Intanto, a Palazzo Chigi, il governo prosegue il suo percorso di riforma, con Nordio che ha ribadito l’importanza di una giustizia "più efficiente e moderna", senza però convincere i magistrati, che vedono nella separazione delle carriere un tentativo di indebolire il loro ruolo. La guerra delle procure, con nomi come De Giovanni, Molinari, Guerri, Sannino e Zingaretti al centro del dibattito, si è ulteriormente acuita, mentre il clima politico si fa sempre più incandescente.

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