Amianto e talco, J

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson ha ufficializzato un accordo da 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause legali che accusano i suoi prodotti a base di talco di essere cancerogeni. L'intesa, che rappresenta una delle più grandi transazioni di questo tipo nella storia aziendale, mira a chiudere un capitolo giudiziario apertosi circa un decennio fa e che ha messo in discussione la sicurezza di uno dei suoi prodotti più iconici, il borotalco.

La multinazionale, che ha sempre negato le accuse, punta così a voltare pagina e a concentrarsi sulle sue attività principali nello sviluppo di farmaci e dispositivi medici.

Una cifra record per 76.00 richieste di risarcimento

L'accordo, annunciato ufficialmente lunedì, copre circa 76.000 richieste di risarcimento, includendo sia i casi consolidati presso il tribunale federale del New Jersey sia quelli pendenti nei tribunali statali. Questa cifra rappresenta la quasi totalità delle azioni legali residue contro l'azienda legate al talco, segnando un punto di svolta in una battaglia legale che è costata milioni di dollari in spese legali e ha offuscato la reputazione del gigante farmaceutico.

Secondo quanto riportato, le parti hanno raggiunto l'intesa dopo una serie di vittorie in tribunale da parte di J&J, tra cui una decisione di un giudice federale della scorsa settimana che aveva messo in dubbio la capacità delle querelanti di provare che il talco fosse la causa specifica del loro cancro alle ovaie.

La strategia di J&J: negare le accuse ma chiudere il contenzioso

Nonostante l'accordo, Johnson & Johnson mantiene ferma la propria posizione sulla sicurezza del talco. In una nota ufficiale, il vicepresidente del contenzioso Erik Haas ha definito le accuse "prive di fondamento scientifico", ribadendo la convinzione che l'azienda avrebbe prevalso in un'eventuale prosecuzione delle cause, come già avvenuto nella maggior parte dei casi processati fino ad oggi.

La decisione di transigere, quindi, non è letta come un'ammissione di colpa, ma come un passo necessario per liberare risorse e attenzioni dalla disputa legale e per "consentire all'azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda", come ha dichiarato lo stesso Haas. La mossa, accolta positivamente dagli investitori con un rialzo del titolo a Wall Street, è vista come un modo per rimuovere un'incertezza che ha a lungo pesato sulle valutazioni del gruppo.

I dettagli del pagamento e le condizioni per l'approvazione

L'accordo prevede un pagamento iniziale di 3 miliardi di dollari nel corso del 2027, con ulteriori versamenti programmati a partire dal 2028 fino al raggiungimento dei 5,5 miliardi complessivi. L'intesa, tuttavia, non è ancora definitiva: deve essere approvata dagli studi legali che rappresentano almeno il 95% delle querelanti nei casi di cancro alle ovaie pendenti nei tribunali statali e federali.

Questo requisito rende l'accordo potenzialmente più oneroso di quanto previsto, ma la sua struttura, secondo gli analisti, riflette la determinazione di J&J di chiudere in modo definitivo il contenzioso statunitense, anche se restano aperti fronti legali in altri paesi, come il Regno Unito, dove è stata depositata una class action da migliaia di querelanti.

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