Amianto nel talco, Johnson

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson ha ufficialmente trovato un accordo per chiudere il gigantesco contenzioso legale relativo ai suoi prodotti a base di talco, accusati di essere contaminati da amianto e di aver causato tumori in migliaia di consumatori.

L’intesa, che ammonta a 5,5 miliardi di dollari, arriva a distanza di circa dieci anni dall’inizio di una lunga disputa giudiziaria che ha messo in seria difficoltà l’immagine e il bilancio del colosso americano, costringendolo a fare i conti con una mole impressionante di richieste di risarcimento presentate da cittadini statunitensi.

La portata dell’accordo e i numeri del contenzioso

Secondo quanto comunicato dalla società, l’accordo extragiudiziale interessa circa 76.000 richieste di risarcimento, un numero che comprende sia le cause pendenti dinanzi al tribunale federale del New Jersey sia una miriade di procedimenti avviati nei tribunali statali sparsi in tutto il paese.

La cifra pattuita, pari a 5,5 miliardi di dollari, rappresenta una delle più ingenti mai stanziate da un’azienda per risolvere controversie legate alla salute pubblica, eppure, nonostante la magnitudo dell’importo, la Johnson & Johnson ha scelto di non ammettere le proprie responsabilità, continuando a respingere formalmente gli addebiti di negligenza e di omissione informativa nei confronti dei consumatori.

L’accordo, per entrare in vigore, richiede però l’adesione di almeno il 95% dei ricorrenti ancora in attesa di giudizio, una condizione che rende l’operazione complessa ma che, secondo gli analisti, appare ormai a portata di mano vista la determinazione dell’azienda a voltare pagina.

La reazione del mercato e il record di Wall Street

Gli investitori, dal canto loro, sembrano aver accolto con favore la notizia dell’accordo, interpretandolo come un passo necessario per rimuovere l’incertezza che da anni grava sul titolo. A Wall Street, nella seduta successiva all’annuncio, le azioni di Johnson & Johnson hanno registrato un rialzo superiore al 3%, raggiungendo il massimo storico di 275 dollari per azione, un segnale chiaro che il mercato considera il contenzioso sul talco un’ombra ormai in via di dissolvimento.

Questo ottimismo contrasta con anni di alti e bassi per il titolo, che aveva subito forti pressioni a ogni nuova sentenza sfavorevole o a ogni nuovo studio che riaccendeva i riflettori sui pericoli dell’amianto, anche se la società ha sempre mantenuto una posizione pubblica di difesa della sicurezza dei propri prodotti.

Le radici della vicenda giudiziaria

La vicenda trae origine da una serie di cause intentate da donne che sostenevano di aver contratto il mesotelioma o altre forme di tumore alle ovaie dopo anni di utilizzo abituale del borotalco e di altri cosmetici a base di talco prodotti da Johnson & Johnson. Già nel corso degli anni precedenti, diverse giurie popolari avevano condannato l’azienda al pagamento di risarcimenti milionari, in alcuni casi poi ridotti in appello, creando un quadro giurisprudenziale frammentato e contraddittorio che aveva spinto la società a cercare una soluzione omnicomprensiva.

L’accordo odierno, di fatto, mette fine a una fase di stallo processuale che vedeva migliaia di fascicoli accumularsi nei tribunali, spesso con tempistiche di trattazione lunghissime, e libera la multinazionale da un peso finanziario e reputazionale che rischiava di offuscare i suoi risultati operativi, già eccellenti nel settore farmaceutico e dei dispositivi medici.

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