Palermo, il Festino di Santa Rosalia tra devozione e polemiche: l’arcivescovo ricorda Sara Campanella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Migliaia di persone hanno affollato le strade di Palermo per il 401esimo Festino di Santa Rosalia, un evento che, come ogni anno, unisce sacro e profano in un turbinio di emozioni. Secondo le stime del Comune, circa 350 mila persone – devoti, turisti, semplici curiosi – hanno partecipato alla processione, trasformando la città in un palcoscenico di fede e tradizione. Ma la serata, tra canti e luminarie, non è trascorsa senza tensioni.

Al centro della scena, oltre al carro trionfale della Santuzza, c’è stato l’intervento dell’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha voluto dedicare un momento di riflessione alle donne vittime di violenza. «Santa Rosalia», ha detto, «diventi voce di tutte coloro che hanno subito soprusi, in particolare di Sara Campanella», la giovane studentessa universitaria originaria di Misilmeri, uccisa a Messina lo scorso 31 marzo. Un richiamo che, se da un lato ha riportato l’attenzione su un dramma sociale ancora irrisolto, dall’altro ha conferito alla festa un significato più profondo, legandolo a una ferita aperta nel territorio.

Non sono mancati, però, i toni polemici. Il sindaco Roberto Lagalla, salito sul palco ai Quattro Canti, è stato accolto da una sonora contestazione, con fischi che hanno attraversato la folla. «Non è una semplice disapprovazione», hanno fatto sapere i presidenti delle otto Circoscrizioni, «ma il segnale di un malessere diffuso, alimentato dall’immobilismo sul decentramento amministrativo». Una critica netta, cui Lagalla ha risposto con apparente indifferenza: «La libera espressione va sempre tutelata», ha commentato, senza approfondire.

Tra i messaggi di auguri, spicca quello di Filippo Inzaghi, allenatore del Palermo, che dal ritiro in Valle d’Aosta ha voluto rivolgersi ai tifosi attraverso i social: «So che questo è un giorno speciale, che unisce tutti i palermitani senza distinzioni». Un pensiero semplice, ma che riassume lo spirito di una festa capace di superare i confini della città, diventando simbolo di identità e appartenenza.

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