Juventus, il centrocampo del futuro ha un nome: la scommessa su Mendoza e la ricerca di un ds
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Redazione Sport
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La Juventus si prepara ad affrontare il mercato di gennaio con una doppia missione, nella consapevolezza che il campionato in corso offre ancora margini di recupero e che la qualificazione alla Champions League rappresenta un obiettivo non negoziabile. Da una parte, l’esigenza più urgente e visibile è quella di irrobustire il reparto di centrocampo, dove la squadra ha talvolta mostrato fragilità, e l’attenzione dell’amministratore delegato Damien Comolli si è concentrata su Rodrigo Mendoza, un giovane classe 2005 che milita nell’Elche. Si tratterebbe, com’è facile intuire, di un’operazione che guarda al domani, puntando su un talento dalle notevoli qualità tecniche e sul suo potenziale di crescita, in un’ottica di investimento che trascende la semplice contingenza. Dall’altra, procede senza sosta, seppur senza la fretta che i tifosi si aspetterebbero, la ricerca di una figura altrettanto cruciale per la struttura dirigenziale: quella del direttore sportivo, il cui posto risulta vacante ormai da diversi mesi nonostante gli sforzi dello stesso Comolli.
La strategia di mercato e il nome per il centrocampo
Le valutazioni tecniche sul campo e quelle economiche in sede dirigenziale convergono, sembra, sulla necessità di un intervento a centrocampo, un’area dove l’innesto di un elemento di prospettiva potrebbe portare nuovo slancio. Il nome di Rodrigo Mendoza, per quanto giovanissimo, non è affatto apparso come una semplice suggestione, ma come il preferito dello stesso Comolli, che ne avrebbe apprezzato le caratteristiche. L’ipotesi di acquistarlo già nella prossima sessione di mercato dimostra una volontà di agire tempestivamente, per fornire all’allenatore un’opzione in più e per anticipare possibili concorrenti su un profilo ritenuto promettente. Resta sullo sfondo, naturalmente, la questione finanziaria, dato che il club ha sostenuto una spesa significativa durante la scorsa estate, ma l’operazione sarebbe dettata da una logica di investimento a medio termine piuttosto che da una mera richiesta dell’allenatore per l’immediato.
La lunga attesa per il direttore sportivo
Parallelamente alla caccia al calciatore, procede quella, forse ancor più intricata, al nuovo direttore sportivo, una ricerca che va avanti dallo scorso mercato estivo senza ancora aver prodotto un esito definitivo. Damien Comolli, che aveva indicato la questione come prioritaria a partire da settembre, si è avvalso di una società di head hunting per identificare i candidati, arrivando a una short list ristretta. Tra i nomi che circolano, oltre a quello di Ottolini che aspetta una risposta, spunta quello di James Gow, un giovane inglese con un passato al Liverpool, descritto da alcune voci come un esperto nell’analisi dei dati. La scelta, quando arriverà, sarà determinante per impostare la strategia del club non solo per gennaio, ma per i prossimi anni, e l’attesa dei tifosi è comprensibilmente in crescita man mano che si avvicina l’apertura del mercato.
Il contesto e lo scenario in Serie A
Lo scenario in cui si muove la Juventus non è isolato, e altre squadre italiane si preparano a gennaio con esigenze simili. Basti pensare alla Lazio, dove le dinamiche tra la società e l’allenatore Maurizio Sarri sulla necessità o meno di rinforzare la rosa hanno creato un dibattito pubblico, in attesa di una chiarificazione che dovrebbe arrivare a metà dicembre. Questi casi evidenziano come il mercato invernale sia spesso il termometro delle ambizioni e delle tensioni interne ai club, un momento in cui le strategie a lungo termine devono fare i conti con le necessità immediate dettate dai risultati. Per i bianconeri, l’obiettivo di tornare stabilmente ai livelli più alti del calcio europeo passa inevitabilmente attraverso scelte oculate in queste settimane, sia in campo strettamente sportivo che in quello dirigenziale.




