Guasto e sciopero, lunedì nero per i pendolari della S13 e disagi in arrivo per tutta la rete
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Redazione Interno
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Una mattinata da incubo per i pendolari della linea S13, il passante ferroviario che collega Pavia a Milano, con il traffico andato in tilt a causa di un guasto tecnico verificatosi all'altezza dello scalo di Milano Porta Vittoria. L'incidente, che ha bloccato di fatto la regolarità della circolazione, ha costretto la direzione a cancellare diverse corse in partenza dopo le sei e fino alle otto, proprio nella fascia oraria più delicata per gli spostamenti casa-lavoro.
La concomitanza con l'ora di punta ha trasformato un normale inconveniente tecnico in un vero e proprio problema per le migliaia di viaggiatori che ogni giorno utilizzano quella tratta per raggiungere il capoluogo lombardo, creando file e assembramenti nelle stazioni e costringendo molti a ricorrere a mezzi alternativi per non perdere l'appuntamento con il timbro del cartellino.
Le cancellazioni sulla S13 e i disagi nella mattinata
La circolazione sulla direttrice Pavia-Milano ha subito pesanti ripercussioni già dalle prime luci dell'alba, quando il guasto alla linea ha imposto l'intervento dei tecnici per ripristinare le condizioni di sicurezza. Le soppressioni si sono concentrate tra le 6 e le 8, con treni soppressi senza preavviso e viaggiatori costretti ad attendere in banchina senza ricevere indicazioni certe sui tempi di riattivazione del servizio, un quadro che ha messo a dura prova la pazienza di chi, come ogni mattina, si affida al trasporto su rotaia.
Le comunicazioni di Trenord hanno confermato la criticità, segnalando che la S13 è tornata gradualmente operativa solo dopo le 9, quando l'emergenza è stata rientrata, ma il danno alla reputazione del servizio e la frustrazione degli utenti restano un dato oggettivo della giornata.
Sciopero nazionale di 24 ore, stop in programma per lunedì sera
Se il guasto ha rovinato la mattinata, il vero banco di prova per i pendolari è appena iniziato, perché alle 21 di oggi, lunedì 7 settembre, scatterà uno sciopero nazionale del personale ferroviario che durerà fino alle 21 di martedì 8.
L'agitazione, proclamata dalle sigle sindacali Cub Trasporti, Sgb, Orsa e dai movimenti spontanei PdM e PdB (che raggruppano personale di macchina, capitreno, capiservizio traino e personale di bordo), coinvolge il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, con l'esclusione – come da prassi – del personale mobile del Regionale Trenitalia delle Direzioni Provinciali di Trento e Bolzano, che resta in servizio per garantire le fasce protette.
Trenord ha già diramato un avviso ufficiale per mettere in guardia i propri utenti: lo sciopero, spiega la società, «potrà generare ripercussioni anche ai servizi Regionali, Suburbani, Aeroportuale e Lunga Percorrenza di Trenord», un elenco che copre praticamente l'intera offerta del trasporto regionale lombardo e che lascia presagire una giornata di martedì segnata da cancellazioni e variazioni di percorso.
I pendolari sono invitati a prestare attenzione agli aggiornamenti in tempo reale e a valutare soluzioni alternative, anche se nelle ore di maggior afflusso, come quelle del mattino, la capacità di assorbimento della rete stradale e dei bus sostitutivi appare quantomeno insufficiente rispetto al volume di passeggeri che quotidianamente utilizza i treni per spostarsi all'interno della regione.
Disagi anche in Sicilia, il nodo delle corse garantite
Lo sciopero avrà un carattere nazionale, e i riflessi negativi non si limiteranno al solo Nord Italia. Anche in Sicilia i pendolari dovranno fare i conti con il fermo del personale, con possibili ritardi e cancellazioni che rischiano di paralizzare il trasporto ferroviario nell'isola, già di per sé soggetto a criticità strutturali e a un parco mezzi spesso datato.
Le sigle sindacali hanno proclamato l'agitazione per l'intera giornata, e come sempre in questi casi sarà attivato il piano dei servizi minimi, con le corse garantite che vengono erogate in determinate fasce orarie, ma che potrebbero non essere sufficienti a coprire la domanda reale di mobilità, specialmente nelle tratte a maggiore densità di traffico.
L'azienda ha diramato le prime informazioni sui servizi garantiti, ma al momento è ancora presto per valutare l'impatto effettivo dello stop sulle singole linee isolane, considerato che la mobilitazione riguarda il personale di macchina, i capitreno e il personale di bordo, figure essenziali per la regolarità del servizio.
La raccomandazione per i viaggiatori siciliani, così come per quelli lombardi, è di consultare i canali ufficiali prima di recarsi in stazione, tenendo presente che le ripercussioni potrebbero protrarsi anche oltre l'orario ufficiale di fine sciopero, a causa della necessità di riallineare la flotta e ripristinare le posizioni dei convogli fermatesi durante la protesta.
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