Prevenzione della prostata, un mese per sensibilizzare gli uomini

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il tumore alla prostata, che in Italia registra un’incidenza annua di oltre quarantamila nuovi casi e conta più di cinquecentomila persone che convivono con la malattia, rappresenta una delle principali criticità nel panorama della salute maschile, la quale, com’è noto, risulta spesso trascurata per una certa ritrosia nel sottoporsi a controlli periodici. I decessi, che si attestano attorno ai settemila l’anno, sottolineano l’importanza di una diagnosi precoce, resa più complessa dalla mancanza di un programma di screening strutturato e obbligatorio paragonabile a quello esistente per il carcinoma mammario.

Le iniziative per la diagnosi precoce

Proprio per colmare questa lacuna e promuovere una cultura della prevenzione, novembre, designato a livello internazionale come “Movember”, vede il moltiplicarsi di iniziative dedicate. Il Policlinico San Pietro, il Policlinico San Marco e il Centro Diagnostico Treviglio, aderendo alla campagna nata in Australia, offrono infatti la possibilità di effettuare gratuitamente, in un periodo specifico che va dal 17 al 22 del mese, l’esame del PSA. Questo test, il cui acronimo sta per Prostate-Specific Antigen, misura la concentrazione di un antigene prodotto dalla ghiandola prostatica, fornendo un indicatore utile, seppur non diagnostico in modo assoluto, per valutare lo stato di salute dell’organo.

L'evoluzione delle tecniche terapeutiche

Parallelamente alla spinta preventiva, il settore urologico registra significativi progressi nelle opzioni di cura. Franco Blefari, una figura di riferimento nel campo, avendo diretto per diversi anni il reparto urologico del Santo Stefano, indica nella chirurgia robotica una delle frontiere più avanzate, sebbene la sua specializzazione si concentri sul trattamento dell’adenoma prostatico benigno mediante una tecnica laser denominata ‘holep’. Quest’approccio, che si affianca alle metodiche tradizionali, evidenzia come la ricerca medica sia in costante evoluzione, offrendo soluzioni sempre più mirate e meno invasive.

Il ruolo cruciale della prevenzione attiva

La corretta alimentazione, come sottolineato dagli esperti, riveste un’utilità non trascurabile nell’ambito di un più generale stile di vita sano, sebbene non costituisca una garanzia assoluta. L’invito che proviene dal mondo medico, incarnato anche dall’operato del professor Bernardo Rocco, direttore dell’Unità operativa complessa di Urologia della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, è dunque quello di non abbassare la guardia e di considerare i controlli, come quello del PSA abbinato eventualmente alla visita urologica, un appuntamento fisso, superando quelle remore che troppo frequentemente caratterizzano l’approccio degli uomini alla propria salute.

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