Tredici ospedali dell’Emilia-Romagna nella classifica di Newsweek, il Sant’Orsola quinto in Italia
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Redazione Interno
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L’edizione 2026 della classifica “World’s Best Hospitals”, pubblicata come ogni anno dal settimanale Newsweek in collaborazione con la società di ricerca Statista, ha certificato la qualità dell’assistenza sanitaria in Emilia-Romagna, inserendo tredici strutture della regione nell’elenco dei migliori nosocomi a livello globale e nazionale. La graduatoria, che quest’anno ha preso in considerazione circa 2.500 strutture distribuite in 32 Paesi, si basa su una metodologia complessa che integra raccomandazioni di esperti medici, indicatori di qualità e sicurezza delle cure, dati relativi all’esperienza dei pazienti e, novità di rilievo per il 2026, i risultati derivanti dall’implementazione di questionari sugli esiti riferiti direttamente dai malati -1. Tra i criteri di valutazione rientrano anche parametri demografici e sanitari generali, come la dimensione della popolazione di riferimento, l’aspettativa di vita e la densità ospedaliera, elementi che consentono un confronto omogeneo tra realtà anche molto distanti tra loro.
Il primato bolognese e le posizioni di vertice
Nella classifica italiana spicca il risultato del policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, che si conferma ai vertici posizionandosi al quinto posto assoluto tra gli ospedali del Paese. La struttura bolognese, che a livello mondiale occupa il settantaseiesimo gradino, vanta anche il primato di secondo miglior ospedale pubblico in Italia, un dato che acquista particolare rilevanza se si considera la presenza, nella graduatoria nazionale, di importanti istituti privati e universitari. Subito dopo, troviamo il policlinico di Modena all’undicesimo posto nella classifica italiana, con un piazzamento mondiale che lo vede al centonovantottesimo rango. Segue l’ospedale di Parma, quindicesimo in Italia, mentre l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia conquista la diciassettesima posizione nazionale. Quattro strutture, dunque, che l’Emilia-Romagna piazza stabilmente tra le prime venti eccellenze italiane, un risultato che l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha attribuito al lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori, sottolineando come il riconoscimento giunga nonostante le difficoltà legate a un cronico sottofinanziamento del sistema sanitario pubblico -6.
Le altre strutture premiate e le eccellenze specialistiche
Oltre ai quattro ospedali già menzionati, la lista comprende un’ampia rappresentanza del territorio emiliano-romagnolo. Figurano, tra gli altri, l’ospedale Maggiore di Bologna, il Sant’Anna di Ferrara, l’ospedale di Baggiovara a Modena, il Morgagni-Pierantoni di Forlì, l’Infermi di Rimini, il Bufalini di Cesena, il Bellaria di Bologna e il Santa Maria delle Croci di Ravenna. Un dettaglio di particolare interesse riguarda l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, che pur non essendo un ospedale generalista, riceve un riconoscimento specifico: viene infatti indicato da Newsweek come struttura di vertice in Italia per la disciplina ortopedica -6. Questo dato si allinea con quanto emerso in altre classifiche specializzate, dove il Rizzoli figurava già come primo centro italiano in ortopedia, confermando la sua reputazione a livello internazionale -9.
Il panorama nazionale e internazionale
A livello italiano, il primato assoluto spetta al policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, che si piazza al trentatreesimo posto nella graduatoria mondiale, un risultato mai raggiunto prima da una struttura italiana -2-3. Alle sue spalle, nella top ten nazionale, troviamo una forte rappresentanza lombarda con il Niguarda di Milano (quarantatreesimo al mondo), l’Humanitas di Rozzano, il San Raffaele, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il San Matteo di Pavia, quest’ultimo ottavo in Italia nonostante le recenti difficoltà logistiche legate al cosiddetto “caso cucine” -5. Il confronto internazionale vede in testa la Mayo Clinic di Rochester, seguita dal Toronto General Hospital e dalla Cleveland Clinic, a conferma del dominio nordamericano nelle posizioni di vertice -1. Tra i parametri considerati da Newsweek, particolare enfasi è stata posta quest’anno sugli esiti clinici oggettivi, che contribuiscono per il 40% al punteggio complessivo, mentre le raccomandazioni tra pari pesano per il 35%, l’esperienza dei pazienti per il 18,5% e l’implementazione di misure di esito riportate dai pazienti per il restante 6,5% -1.




