Multa Antitrust a Ryanair, il vettore annuncia ricorso
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Redazione Economia
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto a Ryanair una sanzione da oltre 255 milioni di euro, motivandola con un abuso di posizione dominante nel mercato del trasporto aereo italiano, dove il vettore detiene una quota stimata tra il 38 e il 40 per cento. La misura, che fa seguito a un’istruttoria culminata in un provvedimento di 195 pagine, accusa la compagnia di aver adottato, a partire da aprile 2023, pratiche commerciali scorrette nei confronti delle agenzie di viaggio, limitandone l’operatività e condizionando l’accesso alle tariffe più convenienti. Ryanair, che ha immediatamente dichiarato di voler presentare ricorso contro quella che definisce una decisione ingiusta, si troverà dunque a sostenere un contenzioso sia sul piano giurisdizionale che su quello dell’opinione pubblica, in un settore, come quello dell’aviazione, già scosso da frequenti tensioni.
Le pratiche contestate alla compagnia aerea
Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, la condotta di Ryanair avrebbe vietato alle agenzie di vendere i suoi biglietti se non attraverso la propria piattaforma dedicata, imponendo di fatto un canale obbligato e impedendo una comparazione trasparente delle offerte. Tale comportamento, che si inserisce in un contesto di crescita costante della sua quota di mercato, avrebbe conferito al vettore, come si legge nelle motivazioni, un significativo potere tale da permettergli di agire in misura indipendente sia dai concorrenti che dai consumatori finali. La posizione dominante, che non è di per sé illecita, diventa sanzionabile nel momento in cui viene esercitata per alterare la leale competizione, facendo leva su una forza economica che, nel caso specifico, è considerata preponderante.
Un conflitto che ripercorre tensioni pregresse
La sanzione arriva a pochi mesi dalla cosiddetta operazione Tad, un accordo che, nella scorsa estate, sembrava aver portato a una distensione nei complessi rapporti tra la compagnia aerea e il sistema della distribuzione italiana. Quella tregua, come dimostrano gli ultimi sviluppi, si è rivelata effimera, riportando in superficie contrasti mai delimenti e alimentando un dibattito più ampio sulla correttezza dei rapporti commerciali lungo tutta la filiera del trasporto aereo. La reazione di Ryanair, che ha bollato la multa come sproporzionata e incomprensibile, lascia presupporre uno scontro istituzionale di lunga durata, il cui esito sarà definito solo al termine del giudizio di impugnazione.
Il quadro normativo e gli effetti sul mercato
Oltre alle questioni prettamente commerciali, la vicenda solleva interrogativi riguardanti il rispetto delle regole dei mercati finanziari a livello europeo e l’effettiva tutela della concorrenza in un settore strategico. La multa, una delle più elevate mai comminate nel panorama italiano per questo tipo di violazioni, riflette la volontà dell’autorità di vigilanza di intervenire con determinazione laddove si ravvisino posizioni di forza tali da compromettere il regolare funzionamento del mercato. Se da un lato le associazioni di categoria hanno spesso denunciato le difficoltà operative poste da certi comportamenti dei vettori, dall’altro le compagnie aeree sottolineano le esigenze di efficienza e modernizzazione che guidano le loro scelte commerciali, in un equilibrio delicato che la sentenza dell’Antitrust ha temporaneamente rotto.




