Meloni e il caso della telefonata scherzo: Mantovano interviene

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni, premier italiana, è finita nel mirino di un tiro mancino. Due comici russi, noti come Vovan e Lexus, si sono spacciati per il presidente dell'Unione africana, Moussa Faki, riuscendo a mettere in imbarazzo la premier con una telefonata scherzo. Durante la chiamata, Meloni ha rivelato che la controffensiva ucraina non sta procedendo come previsto, suggerendo la necessità di trovare una "via d'uscita accettabile" dal conflitto.

La telefonata è stata passata a Meloni da Patrizia Scurti, la sua segretaria personale. Nonostante sia considerata un'esperta impeccabile dalla Premier, anche lei è incappata in un errore critico dando il via libera alla telefonata scherzo.

Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha cercato di ridimensionare l'incidente sostenendo che "Meloni è un target per Putin". Mantovano considera "chiuso" il caso dopo le dimissioni del consigliere diplomatico Francesco Talò, provocate dall'imbarazzo suscitato dalla telefonata all'interno di Palazzo Chigi.

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