Meloni archiviata nel caso Almasri, ma per Nordio, Piantedosi e Mantovano si chiede l’autorizzazione a procedere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni ha annunciato, attraverso un post pubblicato su X, che il Tribunale dei ministri ha archiviato la sua posizione nell’inchiesta relativa al caso Almasri, chiudendo un’indagine che – come ha sottolineato la presidente del Consiglio – ha superato di oltre il doppio i tempi previsti dalla legge, protraendosi per sei mesi anziché tre. «Dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Piantedosi e Nordio, e del sottosegretario Mantovano», ha aggiunto Meloni, senza entrare nel dettaglio delle motivazioni che hanno portato i giudici a differenziare le posizioni.

La vicenda, che ha visto più volte balzare agli onori della cronaca per fughe di notizie giudicate «ingiustificabili» dal premier, riguarda decisioni dell’esecutivo in materia di sicurezza, con particolare riferimento alla gestione di casi come quello di Almasri, il cui nome è legato a indagini ancora in corso. Meloni, pur dichiarandosi estranea alle accuse, ha ribadito la correttezza dell’operato del governo, affermando che ogni scelta è stata dettata dalla «tutela della sicurezza degli italiani», senza tuttavia specificare quali siano i capi d’imputazione ipotizzati nei confronti degli altri tre esponenti dell’esecutivo.

L’archiviazione della posizione della premier arriva dopo mesi di attesa, durante i quali le procedure hanno subito rallentamenti che hanno alimentato polemiche, anche per la mancata osservanza dei termini previsti dalla normativa. Se per Meloni il percorso si conclude qui, per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano si apre invece una nuova fase, con la richiesta di autorizzazione a procedere che dovrà essere valutata dalle Camere.

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