Oat sotto pressione, Moulin avverte: "Rischio di essere strangolati dai tassi"

Oat sotto pressione, Moulin avverte:Rischio di essere strangolati dai tassi"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governatore della Banque de France, Emmanuel Moulin, ha lanciato un avvertimento che pesa sui mercati: la Francia rischia di essere "strangolata dai tassi di interesse" se non interverrà per risanare le proprie finanze pubbliche. Intervistato dal Financial Times, Moulin ha definito "gravi e preoccupanti" i movimenti registrati negli ultimi giorni sui mercati del debito sovrano, precisando che il Paese non si trova nella stessa condizione della Grecia durante la crisi dell'Eurozona.

Secondo il governatore, l'approvazione di un bilancio volto a ridurre la spesa e il disavanzo rassicurerebbe i mercati, segnando un passo concreto verso il risanamento fiscale.

Il quadro dei rendimenti e lo spread Oat-Bund

La settimana scorsa i rendimenti dei titoli decennali francesi si sono avvicinati al 5%, con lo spread rispetto ai Bund tedeschi arrivato a quota 150 punti base, il livello più alto dalla crisi dei debiti sovrani del 2011-2012. Nella seduta di lunedì l'Oat decennale è sceso al 4,86%, con un differenziale sul Bund di 137 punti base, mentre martedì il rendimento ha ceduto ulteriormente fino al 4,75%, portando lo spread attorno ai 131 punti base.

Si tratta di una discesa che Intesa Sanpaolo definisce "tecnica": dopo un allargamento molto violento, il mercato aveva spinto il premio per il rischio francese oltre quanto giustificato dai fondamentali, e il rientro è più simile alla correzione di un overshooting che alla soluzione del caso Francia.

La posizione della Bce

Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen, osserva che il livello dei rendimenti Oat e dello spread con il Bund non è al centro dell'attenzione della Banca centrale europea. Ciò che conta, secondo l'esperta, è la rapidità del movimento, il contagio ad altri titoli sovrani e l'inasprimento delle condizioni di finanziamento. "La Bce sostiene da tempo di non avere il compito di contenere gli spread ed è improbabile che intervenga in risposta a una rivalutazione del solo rischio politico o fiscale francese", afferma Cooper.

Mitch Reznick, Head of Cross Boarder Credit di Federated Hermes, aggiunge che se gli spread continuassero ad ampliarsi e la pressione si estendesse, il tono di Francoforte potrebbe iniziare a cambiare, ma al momento Parigi viene valutata sempre più come parte del mercato della periferia che come Paese core dell'Europa centrale. La posizione è stata ribadita da Joachim Nagel, membro del consiglio della Bce, secondo cui gli strumenti di acquisto titoli dell'istituto sono concepiti per preservare la stabilità dei prezzi e non per incidere su spread sovrani specifici.

Il contesto fiscale e le prospettive di rating

Il governo francese ha presentato un progetto di bilancio per il 2027 che prevede uno sforzo di 43 miliardi di euro, con l'obiettivo di riportare il deficit pubblico al 5% del Pil dopo che quest'anno è salito al 5,4% a causa del deterioramento della crescita. Il debito pubblico ha raggiunto il 115,9% del Pil nel 2025, terzo livello più alto della zona euro, e la spesa per interessi è ormai la seconda voce del bilancio statale dopo l'istruzione.

L'agenda delle agenzie di rating resta fitta: Moody's ha mantenuto la valutazione Aa3 con outlook negativo e la prossima decisione è attesa per il 23 ottobre. S&P ha confermato ad aprile il rating A+ con prospettiva stabile.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.