Roccella si è rivolta ai medici così: "Dovete denunciare chi violi la legge"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha ribadito con fermezza la necessità di contrastare la pratica della maternità surrogata, definita come "utero in affitto", durante un'intervista al programma Tagadà su La7. Roccella ha sottolineato che un pubblico ufficiale, compresi i medici, è tenuto a segnalare alla Procura i casi di sospetta violazione della legge sulla maternità surrogata. La ministra ha espresso la speranza che l'applicazione rigorosa della legge possa avere un effetto fortemente dissuasivo, ricordando che in Italia esiste una procedura che protegge i minori e permette al compagno del genitore biologico di essere riconosciuto come genitore.

Durante il Forum dell'Infanzia, tenutosi a Palazzo Marino, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha avuto un acceso confronto con il capogruppo di Fratelli d'Italia, Riccardo Truppo, sulla recente classificazione della gestazione per altri come reato universale, perseguibile ovunque sia stata effettuata. L'intervento di Debora Comini, ex direttrice Unicef per l'Asia dell'Est e il Pacifico, ha aperto il dibattito, evidenziando le implicazioni della nuova normativa.

La polemica sulla legge che classifica la maternità surrogata come reato universale non si è placata, con i medici che si oppongono all'obbligo di denuncia imposto dalla ministra Roccella. Secondo la ministra, i medici, in quanto pubblici ufficiali, devono segnalare i casi sospetti alla Procura, ma questa posizione ha suscitato reazioni contrastanti all'interno della categoria medica. La ministra ha chiarito che la legge non ha effetto retroattivo e si applicherà solo a chi, d'ora in poi, vorrà accedere a questa pratica.

La questione della maternità surrogata continua a essere un tema caldo di dibattito, con implicazioni legali e sociali che coinvolgono vari attori, dai medici ai politici, fino ai cittadini comuni.

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