La nuova SuperSlice e SuperSix Evo, il rilancio di Cannondale passa dall'aerodinamica e dal peso piuma

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non accadeva da tempo che il marchio statunitense proponesse un'aggiornamento tanto profondo quanto ragionato della sua piattaforma racing. Con l'arrivo della quinta generazione della SuperSix Evo e, contestualmente, il ritorno in grande stile della SuperSlice, la bici da cronometro che finora era stata un miraggio per il pubblico, Cannondale mette in campo una strategia chiara: rifinire il dettaglio, cesellare ciò che già funziona, senza stravolgimenti estetici ma con interventi mirati laddove la tecnica può fare la differenza. La nuova SuperSix Evo, quella che ha assorbito in sé l'eredità della SystemSix ormai uscita di scena, puna tutto su una ricetta che combina leggerezza e penetrazione aerodinamica, mantenendo intatta quella maneggevolezza che ne ha fatto un punto di riferimento nel WorldTour grazie ai corridori della EF Education-EasyPost -3-10.

Dieci watt risparmiati e un telaio che si fa più sottile

Il dato tecnico che balza all'occhio, per la SuperSlice, è il risparmio dichiarato di dieci watt alla velocità di cinquanta chilometri orari rispetto alla generazione precedente, un risultato che deriva dall'ottimizzazione di ogni singolo profilo del telaio e dall'integrazione totale del nuovo cockpit SystemBar TT. Non si tratta solo di numeri, ma della filosofia progettuale che ha guidato gli ingegneri: lavorare sulla combinazione di forme e sulla compatibilità con gli standard odierni, come il movimento centrale BSA da 68 mm e il deragliatore universale UDH, senza dimenticare la capacità di ospitare copertoni fino a trentadue millimetri, una concessione al comfort e alla riduzione della resistenza al rotolamento che ormai accomuna tutte le bici ad alte prestazioni. La SuperSlice, insomma, non è più un oggetto misterioso riservato ai professionisti, ma diventa un prodotto concreto per chiunque voglia inseguire il cronometro.

Il peso cala, la rigidità resta

Parallelamente, lo sviluppo della SuperSix Evo di quinta generazione ha seguito un percorso simile ma con obiettivi leggermente diversi. Qui il focus si è concentrato su tre parametri chiave: la massa complessiva, l'efficienza aerodinamica e la qualità di guida. Il risultato è un telaio che, nelle versioni più spinte in LAB71 con carbonio Series 0, raggiunge un peso dichiarato di appena 728 grammi per il taglia 56 verniciato, con un risparmio di 42 grammi rispetto al passato, un risultato notevole considerando che si parla di rifinire un prodotto già ai massimi livelli. La collaborazione con il team WorldTour è stata fondamentale in questa fase, con i corridori che hanno chiesto e ottenuto una posizione in sella più aggressiva, grazie ad un abbassamento dello stack di un centimetro su tutte le misure, e la suddivisione della taglia 51 in due misure distinte, 50 e 52, per garantire una vestibilità più precisa anche ai ciclisti di statura minore.

L'integrazione dei particolari e la scelta dei componenti

A fare la differenza, in entrambi i modelli, è anche l'attenzione maniacale ai particolari. Per la SuperSix Evo, ad esempio, la nuova serie di cockpit integrati SystemBar Road, disponibile in versioni sia aerodinamiche che ultraleggere, contribuisce non solo alla riduzione della resistenza, ma anche a un'estetica più pulita, eliminando i passaggi per i cavi meccanici ormai superflui vista la compatibilità esclusiva con i gruppi elettronici. Sul fronte della trasmissione, la scelta di standardizzare il movimento BSA filettato, già visto sulla precedente generazione, viene confermata, segno di una volontà di semplificare la vita ai meccanici e garantire affidabilità nel tempo, mentre l'uso di componentistica in titanio per la fissazione della sella sui modelli di punta rappresenta quella cura estrema per il dettaglio che gli appassionati più attenti sanno apprezzare.

La misura giusta per ogni esigenza

Se la SuperSlice si presenta con una calzatura pensata per l'attacco al cronometro, con regolazioni ampie sia del cockpit che dell'arretramento della sella per trovare la posizione perfetta, la SuperSix Evo amplia la sua gamma con le nuove versioni SL, dedicate a chi cerca il peso piuma a tutti i costi, sacrificando magari qualche frazione di secondo in termini aerodinamici. La versatilità diventa quindi la parola d'ordine: chi vuole una bici da competizione a tutto tondo può scegliere l'allestimento standard con ruote profonde, chi invece sogna le scalate e le montagne più dure può orientarsi sulle versioni ultraleggere, senza mai dimenticare che il telaio di base, in tutte le sue declinazioni, mantiene quella rigidità e quella reattività che derivano da un progetto pensato per il WorldTour, testato e validato dai professionisti nelle corse di inizio stagione.

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