Verona: studente rifiuta la scala arcobaleno, scoppia il caso
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Redazione Interno
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Un episodio che ha acceso il dibattito sull’educazione ai diritti e alle diversità si è consumato tra le mura dell’Educandato statale Agli Angeli di Verona, dove un tredicenne ha rifiutato di percorrere una scala decorata con i colori dell’arcobaleno, simbolo universalmente riconosciuto della lotta per i diritti della comunità Lgbtqia+. La scalinata, allestita in occasione della Giornata contro l’omofobia, riportava parole come "fiducia", "ascolto", "rispetto" e "empatia", valori che, almeno in teoria, dovrebbero accomunare tutti. Lo studente, tuttavia, ha preferito aggrapparsi alla ringhiera, sollevandosi da terra e rischiando di cadere, pur di non calpestare quei gradini.
La scuola ha risposto con una nota disciplinare, ritenendo il gesto un atto di insubordinazione. I genitori, però, hanno difeso a spada tratta il figlio, sostenendo che il ragazzo abbia semplicemente esercitato il proprio diritto di non aderire a un simbolo con cui non si identifica. «Sono contrario alla comunità Lgbt», avrebbe dichiarato il tredicenne, una frase che ha fatto discutere, soprattutto per l’età di chi l’ha pronunciata. La psicologa Michela Papetti, interpellata sul caso, ha sottolineato come sia sbagliato etichettare un ragazzino di 13 anni come "omofobo", ricordando che «ascolto, tolleranza e comprensione vanno applicate sempre, anche verso chi sembra non condividerle».
Intanto, il coordinamento Lgbte di Treviso, guidato da Michela Nieri, ha colto l’occasione per lanciare una proposta: realizzare una scalinata arcobaleno anche in una scuola trevigiana, come segno di apertura e inclusione. Un’idea che, se da un lato mira a promuovere i valori di uguaglianza, dall’altro rischia di alimentare ulteriormente le divisioni in un contesto già polarizzato




