Troppi infortuni nel calcio, la fatica mentale e il calendario fitto sotto accusa
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Redazione Sport
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Negli ultimi anni, il numero di infortuni gravi nel calcio è aumentato in modo preoccupante. Secondo il professor Pier Paolo Mariani, chirurgo ortopedico della clinica Villa Stuart, la causa principale di questo fenomeno è da ricercare nella fatica mentale accumulata dai giocatori, oltre che nel calendario sempre più fitto delle competizioni. Bremer, Rodri, Ter Stegen, Carvajal e Duvan Zapata sono solo alcuni dei nomi illustri che hanno subito infortuni significativi nelle ultime settimane, costringendoli a lunghi periodi di stop.
Mariani sottolinea come l'aumento del numero di partite rispetto al passato abbia inevitabilmente portato a un incremento degli infortuni. "Se consideriamo che si effettuano più partite rispetto al passato, l’incidenza degli infortuni non può non essere aumentata", afferma il chirurgo. La situazione è aggravata dal fatto che molte di queste lesioni riguardano le articolazioni delle ginocchia, come nel caso di Zapata e Bremer, che hanno subito infortuni al crociato.
L'ex medico della Juventus, Tencone, aggiunge che la frequenza degli infortuni al crociato non è legata alla fatica fisica, ma piuttosto al fatto che i giocatori sono costretti a scendere in campo troppo spesso senza avere il tempo necessario per allenarsi adeguatamente. "Giocano troppo spesso e non si allenano", dichiara Tencone, evidenziando un problema strutturale nel modo in cui è organizzato il calendario calcistico.
La situazione è resa ancora più critica dall'avvicinarsi del primo Mondiale per club estivo, che aggiungerà ulteriori impegni a un calendario già sovraccarico. I giocatori, già provati dalla lunga stagione, dovranno affrontare nuove sfide senza avere il tempo di recuperare adeguatamente.




