Novembre 2025, un mese di scioperi: l'agitazione parte da scuola e università
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Redazione Interno
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Il mese di novembre 2025 si annuncia, sin dai suoi primi giorni, particolarmente intenso sul fronte delle agitazioni sindacali, con una serie di proteste che interesseranno, in maniera più o meno estesa, una pluralità di settori pubblici e privati. Le mobilitazioni, che promettono di generare non pochi disagi alla cittadinanza, toccheranno comparti nevralgici come il trasporto pubblico locale, la sanità e il mondo dell'istruzione, per poi culminare, sul finire del mese, in uno sciopero generale di vaste proporzioni. Un calendario fitto di iniziative, dunque, che disegna una fase di forte tensione sociale.
Il via con il comparto istruzione
Ad aprire le danze delle proteste, martedì 4 novembre, è lo sciopero nazionale che coinvolge l'intero sistema dell'istruzione, dalle scuole di ogni ordine e grado fino alle università. L'astensione dal lavoro, proclamata dal sindacato Sisa e dall'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, vede l'adesione di una parte del personale docente, dei dirigenti scolastici e di quello amministrativo, tecnico e ausiliario. Per quanto riguarda gli atenei, l'appello allo sciopero si estende anche ai ricercatori, ai bibliotecari, ai tecnici di laboratorio e ai professori a contratto, con l'obiettivo di paralizzare, seppur per ventiquattro ore, le attività didattiche e di ricerca.
Un panorama articolato di agitazioni
Oltre all'appuntamento del 4, il mese è costellato da numerose altre iniziative di protesta che, settore per settore, mirano a portare all'attenzione dell'opinione pubblica e delle controparti le rivendicazioni dei lavoratori. Si registrano, infatti, annunci di scioperi per i trasporti, sia locali che a lunga percorrenza, e per il settore sanitario, dove si temono rallentamenti e disservizi. A questi si aggiungono mobilitazioni che riguardano ambiti come le farmacie, gli enti locali e persino il sistema giudiziario, a testimonianza di un malessere diffuso che attraversa il pubblico impiego e non solo.
Il culmine con lo sciopero generale
Il punto più alto di questa ondata di proteste è fissato per venerdì 28 novembre, data in cui è stato indetto uno sciopero generale nazionale. Questa mobilitazione, promossa da organizzazioni sindacali come Usb e Cub, intende coinvolgere simultaneamente tutti i lavoratori, senza distinzione tra pubblico e privato, in una giornata di astensione dal lavoro e di manifestazioni che avranno l'obiettivo di unire le diverse istanze in un'unica, grande protesta. L'evento, per la sua natura trasversale, è quello che più di ogni altro rischia di avere ripercussioni significative sulla regolarità di molti servizi essenziali.




