Aumento del Game Pass, tra Call of Duty e le critiche dell'antitrust Usa
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Microsoft ha annunciato un aumento dei prezzi per la maggior parte dei piani di Xbox Game Pass, una mossa che ha generato perplessità tra i giocatori. Questo rincaro appare in netto contrasto con le recenti dichiarazioni della presidente di Xbox, Sarah Bond, che aveva definito il servizio già ampiamente redditizio, avendo raggiunto un fatturato record di cinque miliardi di dollari. La decisione sembra essere strategicamente legata all'acquisizione di Activision Blizzard e all'ingresso di franchise come Call of Duty nel catalogo. L'integrazione di titoli di così alto profilo, sebbene attragga nuovi abbonati, crea una pressione interna per massimizzare i ricavi e ammortizzare l'enorme investimento sostenuto.
Le reazioni e il contesto aziendale
Questa ondata di rincari, che segue da vicino l'aumento dei listini delle console Xbox Series S e X in vari mercati, non è l'unico fronte caldo per Microsoft. La società ha infatti implementato un nuovo round di licenziamenti di massa, andando a colpire diversi settori della sua forza lavoro. Questa concomitanza di eventi ha offerto il fianco a dure critiche da parte di chi, come l'ex presidente della Federal Trade Commission Lina Khan, aveva strenuamente ostacolato l'operazione di acquisizione, esprimendo forti riserve sulle conseguenze per il mercato e i consumatori.
Le critiche di Lina Khan
Proprio Lina Khan è tornata alla carica attraverso un post sul social network X, commentando le ultime mosse di Microsoft con un netto “ve l'avevo detto”. Le sue parole sottolineano come le recenti manovre dell'azienda – dagli aumenti ai tagli del personale – stiano di fatto confermando i timori avanzati dall'FTC in sede giudiziaria. Secondo Khan, l'inglobamento di un colosso come Activision Blizzard sta ledendo la concorrenza e si traduce in scelte meno vantaggiose per gli utenti finali.
La posizione di Microsoft
La società si trova dunque a dover gestire non solo il malcontento della propria base di clienti, messa di fronte a un aggravio dei costi, ma anche le pesanti critiche di una delle figure più influenti del panorama antitrust americano. Il tutto mentre procede nella complessa integrazione dei nuovi asset. La difesa pubblica delle scelte aziendali da parte dei vertici dimostra la consapevolezza di dover bilanciare le esigenze di crescita e profitto con la fedeltà di un pubblico che si sente, in molti casi, messo alle strette.




