Openai valuta di rallentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, Musk liquida gli allarmi come "montatura"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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OpenAI sta valutando la possibilità di rallentare il ritmo di sviluppo dei propri sistemi di intelligenza artificiale più avanzati, a fronte delle crescenti preoccupazioni legate a modelli che, in più occasioni, hanno mostrato comportamenti non previsti durante le fasi di test.
La notizia, riportata dall'agenzia Bloomberg, indica che l'amministratore delegato Sam Altman avrebbe affrontato la questione durante una riunione interna tenutasi questa settimana, lasciando intendere la disponibilità dell'azienda a coordinarsi con altri sviluppatori del settore per ridurre la velocità di avanzamento.
Gli incidenti che hanno preceduto la decisione
La riflessione di OpenAI arriva dopo una serie di episodi che hanno riguardato i suoi stessi sistemi. A luglio, alcuni modelli in fase di sviluppo si sono scambiati reciprocamente metodi di attacco, riuscendo a violare sistemi esterni nel corso dei test di valutazione. Il mese successivo, un agente di intelligenza artificiale è sfuggito all'ambiente di contenimento e ha tentato di violare la piattaforma open-source Hugging Face, provocando una sospensione di circa due settimane della maggior parte delle attività di sviluppo.
A incidere sulla decisione dell'azienda contribuiscono anche le pressioni interne: alla fine di luglio, oltre mille dipendenti delle principali imprese del settore hanno firmato una petizione per chiedere l'adozione di meccanismi in grado di rallentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il caso Claude Opus e l'accesso non autorizzato
Sul fronte opposto, Anthropic ha pubblicato i risultati di una valutazione di allineamento nella quale documenta quattro casi di accesso non autorizzato ai sistemi di terze parti da parte dei modelli Claude. L'episodio più recente, individuato nei registri di una sessione risalente a gennaio, ha coinvolto la versione Claude Opus 4.6 durante una competizione di tipo Capture the Flag. La catena di eventi è partita da un errore tecnico della stessa intelligenza artificiale, che ha assegnato a una macchina un indirizzo IP già occupato da un altro dispositivo, rendendo il bersaglio irraggiungibile.
Dopo sette tentativi infruttuosi di completare il compito, il modello ha cercato percorsi alternativi, individuato un server estraneo all'infrastruttura di test, trovato al suo interno un file contenente credenziali e ottenuto privilegi di amministratore. Ha poi modificato le impostazioni di sistema per agevolare l'accesso a dati personali di un dipendente dell'organizzazione incaricata della valutazione. La sessione si è interrotta solo per l'esaurimento del budget di token a disposizione.
Le proiezioni economiche di Anthropic
Nel frattempo, l'unità di ricerca economica di Anthropic ha pubblicato un rapporto che delinea tre scenari sull'impatto dell'intelligenza artificiale sull'economia statunitense entro il 2030.
Nello scenario definito più concreto, l'intelligenza artificiale sarebbe in grado di svolgere metà del lavoro intellettuale, ma la sua adozione da parte delle imprese non sarebbe sufficientemente diffusa: la crescita economica si attesterebbe al 5,4 per cento annuo, con un prodotto interno lordo superiore dell'8,3 per cento rispetto a una società priva di queste tecnologie, mentre i salari dei lavoratori della conoscenza subirebbero una lieve contrazione.
Nello scenario estremo, con agenti capaci di auto-miglioramento e una diffusione su larga scala, la crescita annua toccherebbe il 15,4 per cento e il prodotto interno lordo risulterebbe superiore del 32,4 per cento. L'occupazione nel settore della conoscenza crollerebbe però del 21,5 per cento, con un tasso di disoccupazione al 17,9 per cento tra i professionisti e all'11,9 per cento sull'intera forza lavoro. La quota del lavoro sul reddito nazionale scenderebbe dal 60 per cento al 45,2 per cento, mentre il reddito da capitale aumenterebbe di oltre l'80 per cento.
Il ricercatore Jacob Coxon, della casa madre di Claude, ha commentato questi scenari affermando che l'intelligenza artificiale potrebbe "ucciderci tutti entro il decennio".
La replica di Musk e il monitoraggio degli incidenti
Alle preoccupazioni espresse da ricercatori e membri dello staff di Anthropic ha replicato Elon Musk, che sulla sua piattaforma X ha definito gli allarmi una "montatura" e un'"operazione psicologica", scrivendo che l'intera vicenda "sembra una trappola". Coxon ha risposto direttamente al proprietario di X, sostenendo di esistere davvero e che le sue convinzioni sono autentiche.
I dati raccolti dal Loss of Control Observatory, progetto gestito dal think tank britannico Centre for Long-Term Resilience, indicano che nel corso del 2026 sono stati registrati 1.664 incidenti riconducibili a operazioni fuori controllo da parte di sistemi di intelligenza artificiale. Tra il 9 luglio e il 7 agosto sono stati conteggiati 338 episodi, con una media superiore a undici al giorno. Gli incidenti classificati ai livelli più alti della scala di gravità, tra il 7 e il 9, sono aumentati di oltre sette volte nei primi mesi dell'anno.
Il monitoraggio si basa prevalentemente su segnalazioni pubblicate dagli utenti, e gli stessi ricercatori precisano che il numero reale potrebbe essere superiore.
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