OpenAI lancia GPT-6 Sol e Luna: costi dimezzati e meno errori, la sfida ad Anthropic si sposta sull'efficienza

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A poche ore dall'annuncio di Claude Opus 5.5 da parte di Anthropic, OpenAI ha presentato GPT-6 Sol e GPT-6 Luna, due nuovi modelli che ampliano la famiglia GPT-6 inaugurata all'inizio di settembre con Astra. La mossa conferma come la competizione tra i due principali laboratori di intelligenza artificiale si stia spostando dal confronto sulla potenza bruta dei modelli a quello sul rapporto tra prestazioni e costi di utilizzo, un elemento decisivo per le aziende che integrano sistemi generativi nei propri processi produttivi.

Due modelli, due mercati

GPT-6 Sol e GPT-6 Luna non sostituiscono Astra, che resta il modello di punta per i compiti più complessi, ma ne ereditano parte delle capacità portandole su fasce di prezzo più accessibili. Sol è pensato per programmazione, ragionamento articolato e attività che richiedono l'uso di strumenti attraverso molti passaggi, mentre Luna privilegia velocità e contenimento dei costi per carichi di lavoro ripetitivi e ad alto volume. Entrambi i modelli dispongono di una finestra di contesto da 1,05 milioni di token e possono produrre fino a 128.000 token in uscita.

La novità più tangibile riguarda il listino API. Sol costa 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari in uscita, mentre Luna scende rispettivamente a 10 e 50 centesimi. OpenAI parla di un taglio del 50 per cento rispetto ai prezzi promozionali dei corrispondenti modelli della generazione 5.6, reso possibile dai miglioramenti nelle tecniche di caching e di inferenza.

Meno errori, più efficienza

Sul fronte dell'affidabilità, OpenAI sostiene che GPT-6 Sol commetta circa la metà degli errori fattuali del predecessore, secondo una valutazione interna basata su conversazioni anonimizzate in cui gli utenti avevano segnalato inesattezze. La società rivendica inoltre miglioramenti nelle capacità di coding e nella gestione dei flussi di lavoro agentici, con una riduzione delle allucinazioni rispetto alla generazione 5.x.

I due modelli sono disponibili da subito in ChatGPT Work e Codex per gli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu, mentre Luna è accessibile anche ai piani Free e Go attraverso l'applicazione desktop. OpenAI ha precisato che Sol e Luna non sono ancora stati integrati nell'interfaccia di ChatGPT, ma che il rilascio avverrà gradualmente.

La mossa di Anthropic

L'annuncio di OpenAI è arrivato circa novanta minuti dopo quello di Anthropic, che ha presentato Claude Opus 5.5 come primo modello della nuova famiglia Claude 5.5. Secondo l'azienda, Opus 5.5 offre prestazioni paragonabili a Claude Fable 5.1 nella maggior parte dei carichi di lavoro, con costi operativi inferiori del 40 per cento rispetto a Opus 5 e una velocità di generazione superiore del 30 per cento.

Il listino API prevede 4 dollari per milione di token in input e 20 in output, con le letture della cache scese da 0,50 a 0,20 dollari per milione di token.

Entrambi i laboratori hanno accompagnato i rispettivi annunci con riferimenti alla sicurezza. Anthropic ha sottoposto Opus 5.5 a test esterni da parte di organizzazioni indipendenti come METR e Frontier Design, mentre OpenAI ha classificato Sol e Luna al livello "High" per i rischi legati a cybersecurity e biologia, mantenendoli sotto la soglia "Critical" che aveva riguardato Astra.

Il contesto internazionale

La corsa ai nuovi modelli si inserisce in un quadro internazionale segnato dalle dichiarazioni di Donald Trump all'assemblea delle Nazioni Unite a New York. Il presidente statunitense ha ribadito il ruolo di guida globale degli Stati Uniti nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, annunciando che i documenti governativi utilizzeranno la denominazione "Super Intelligence" al posto di "artificial intelligence", perché la parola "artificiale" farebbe sembrare la tecnologia falsa.

Trump ha inoltre respinto l'ipotesi di istituire un ente internazionale unico per la regolamentazione del settore, in contrasto con la posizione del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che ha invocato cooperazione internazionale sui rischi legati all'intelligenza artificiale.

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