Meta lancia Muse Wonder e Muse Wonder Full: la sfida ai modelli di frontiera

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Meta ha presentato Muse Wonder e Muse Wonder Full, due modelli di intelligenza artificiale che l'azienda di Menlo Park considera i suoi più capaci fino a oggi. L'annuncio, diffuso il 12 ottobre, segna il debutto di Meta nel segmento dei modelli di frontiera, il livello più avanzato della ricerca sull'IA, dove fino a poco fa il terreno di confronto era dominato da OpenAI e Anthropic. I nuovi arrivi si collocano in cima alla scala evolutiva tracciata da Meta dopo il lancio di Muse Spark, il modello leggero presentato in aprile, e l'aggiornamento alla versione 1.3 risalente a sei settimane prima.

Le due versioni e le modalità di accesso

La distinzione tra i due modelli non è soltanto di prestazioni, ma anche di canali distributivi. Muse Wonder è disponibile attraverso la Meta Model API e Muse Code, lo strumento di programmazione assistita dell'azienda. Muse Wonder Full, la variante più potente, è riservata agli abbonati a Muse Code e non viene offerta tramite interfaccia di programmazione. I piani di sottoscrizione per accedervi hanno un costo di 50 e 200 dollari al mese.

Entrambi i modelli saranno impiegati per alimentare le funzioni dell'agente personale Muse, con un rilascio graduale che privilegerà prima gli utenti paganti.

Prezzi e posizionamento sul mercato

Sul fronte dei costi, l'accesso a Muse Wonder tramite API parte da 4 dollari per milione di token in ingresso e 20 dollari per milione di token in uscita, con una tariffa ridotta a 0,20 dollari per gli input memorizzati nella cache. La finestra di contesto dichiarata è di un milione di token. Queste cifre collocano il modello di Meta sullo stesso livello tariffario di Claude Opus 5.5 di Anthropic e al di sotto dei prezzi di GPT-6 Astra di OpenAI.

La società guidata da Mark Zuckerberg non punta quindi a competere come soluzione economica, bensì come offerta premium nel segmento dei modelli di frontiera.

Le capacità pensate per gli agenti

Muse Wonder e Muse Wonder Full introducono due funzionalità progettate per rendere gli agenti più efficaci nei compiti di lunga durata. La prima, chiamata Active Memory, consente di recuperare informazioni rilevanti dalle conversazioni precedenti e di utilizzarle quando servono per l'incarico in corso. La seconda, Active Focus, permette al modello di continuare a lavorare verso un obiettivo quando incontra ostacoli, provando approcci alternativi, correggendo errori e chiedendo chiarimenti prima di compiere azioni importanti.

Meta ha addestrato entrambi i modelli presso il data center Prometheus, un impianto su scala gigawatt situato nell'Ohio.

I risultati sui benchmark e le cautele del caso

Secondo i dati diffusi da Meta, Muse Wonder Full ottiene risultati competitivi in diverse valutazioni. Sul benchmark SWE-Marathon, che misura la capacità di gestire attività di programmazione complesse, il modello segna 57,5 contro 46,3 di Claude Opus 5.5 e 42,5 di GPT-6 Astra. Sul test giuridico Harvey's Legal Agent Benchmark, il punteggio di 13,1 supera nettamente quello degli avversari. La valutazione indipendente di Artificial Analysis colloca però Muse Wonder Full a 56 punti sull'Intelligence Index, due punti sotto Claude Opus 5.5, mentre Muse Wonder si ferma a 52, un punto sotto GPT-6 Astra. La stessa società di analisi stima inoltre che il costo per completare un compito medio sul proprio indice sia di 4,52 dollari per Muse Wonder, contro 5,98 dollari per Opus 5.5 e 3,26 dollari per GPT-6 Astra.

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