Sub morto a Lampedusa, indagati due turisti per la tragedia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sub morto a Lampedusa dopo essere stato travolto dalle eliche di un gommone ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due turisti originari di Roma. La vittima è Cristiano Daniele Giamporcaro, regista e documentarista di 29 anni, deceduto sabato 8 agosto nelle acque di Punta Sottile mentre era impegnato in un’immersione. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per omicidio nautico e ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane, affidando l’incarico al medico legale Alberto Alongi.

L’indagine riguarda le circostanze della morte di Cristiano Giamporcaro e coinvolge due persone che si trovavano a bordo del gommone che ha travolto il ventinovenne. Si tratta di un uomo di 72 anni e di una donna di 69 anni, entrambi originari e residenti a Roma, iscritti nel registro degli indagati nell’ambito del procedimento avviato dopo l’incidente in mare. L’imbarcazione è stata posta sotto sequestro mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto nelle acque davanti Punta Sottile.

La Procura ha disposto l’esame autoptico per chiarire gli elementi legati al decesso del regista nisseno, morto durante un’immersione a Lampedusa. L’autopsia sarà eseguita all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. L’incarico è stato conferito dopo l’apertura del fascicolo per omicidio nautico, un passaggio che accompagna le verifiche sulla collisione tra il sub e il gommone coinvolto nella tragedia.

La morte di Cristiano Giamporcaro durante l’immersione

Cristiano Giamporcaro era originario di Caltanissetta e lavorava come regista e documentarista. Secondo quanto raccontato dalla madre Marina Castiglione, professoressa dell’Università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta, il figlio aveva con sé regolarmente la boa di segnalazione durante l’immersione. La donna ha spiegato all’ANSA che Cristiano era prudente e che la presenza del dispositivo non è stata sufficiente a evitare la tragedia avvenuta nelle acque di Lampedusa.

La madre ha raccontato il dolore per la perdita del figlio, ricordando che Cristiano aveva comprato casa, era fidanzato ed era felice. Anche il padre del giovane ha sottolineato che il figlio era molto prudente. Le dichiarazioni dei familiari si inseriscono nel quadro delle indagini sulla morte del regista, mentre gli accertamenti dovranno chiarire cosa sia accaduto durante l’immersione e il successivo impatto con il gommone.

Le indagini sul gommone e sull’incidente in mare

L’inchiesta sulla morte del sub a Lampedusa continua attraverso gli accertamenti disposti dalla Procura di Agrigento. Al centro delle verifiche ci sono il gommone coinvolto, già sequestrato, e la posizione delle due persone che si trovavano a bordo al momento dell’incidente. L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio nautico, mentre l’autopsia rappresenta uno degli elementi previsti per approfondire le cause della morte di Cristiano Giamporcaro.

Il caso riguarda l’incidente avvenuto davanti Punta Sottile, dove il ventinovenne è stato travolto dalle eliche dell’imbarcazione mentre stava effettuando un’immersione. Le indagini proseguiranno per raccogliere gli elementi utili alla ricostruzione della sequenza degli eventi e delle responsabilità legate alla tragedia che ha coinvolto il regista nisseno nelle acque di Lampedusa.

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