Exor smentisce la vendita di azioni Juventus a Tether, ma il colosso delle criptovalute entra nel capitale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha smentito categoricamente di aver venduto azioni della Juventus a Tether, la società leader nel mercato delle criptovalute. A confermarlo, attraverso l’agenzia Reuters, è stato un portavoce della holding, che ha ribadito come l’acquisizione di quote da parte di Tether sia avvenuta esclusivamente sul mercato azionario, senza alcun coinvolgimento diretto di Exor. La holding, che detiene il 65,4% del capitale sociale del club bianconero e il 78,9% dei diritti di voto, rimane dunque il principale azionista, così come il fondo Lindsell Train, secondo socio con l’8,2% delle azioni e il 5% dei diritti di voto.

La notizia dell’ingresso di Tether nel capitale della Juventus, seppur in misura minoritaria, ha comunque acceso i riflettori su un’operazione che segna un ulteriore passo verso l’intersezione tra il mondo dello sport e quello delle criptovalute. Tether, infatti, ha acquisito il 5,01% delle quote del club, diventando così un nuovo azionista di minoranza. Un passaggio che, nonostante le dimensioni contenute, ha suscitato grande interesse sia tra i tifosi che tra gli osservatori finanziari, soprattutto per il profilo dell’azienda, specializzata in stablecoin e asset digitali.

A commentare l’operazione è stato lo stesso CEO di Tether, Paolo Ardoino, che sui social ha confermato di aver comunicato alla Consob l’acquisizione della partecipazione. Una mossa che, al di là delle implicazioni finanziarie, sembra avere anche un risvolto personale: Giancarlo Devasini, direttore finanziario di Tether e detentore del 47% delle quote dell’azienda, è infatti un noto tifoso bianconero. Originario di Casale Monferrato, Devasini è descritto come una figura riservata e rigorosa, che da sempre nutre una passione per la Juventus. Un dettaglio che, seppur marginale rispetto alla portata dell’operazione, aggiunge un tassello in più al quadro complessivo.

L’arrivo di Tether nel capitale della Juventus arriva in un momento delicato per il club, alle prese con una stagione sportiva altalenante e con le sfide legate alla gestione finanziaria. Tuttavia, l’operazione non modifica gli equilibri societari, lasciando inalterata la maggioranza detenuta da Exor e dalla famiglia Agnelli. Resta da vedere, nel medio periodo, quali implicazioni potrà avere la presenza di un azionista legato al mondo delle criptovalute, un settore in costante evoluzione ma ancora oggetto di dibattito per le sue implicazioni regolatorie e di mercato.

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