Laura Burdese sarà la nuova ceo di Bulgari, la nomina dal primo luglio 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Lvmh ha deciso di affidare le redini di uno dei suoi gioielli più preziosi, la maison romana Bulgari, a una manager che ne ha già percorso i corridoi e ne conosce ogni sfaccettatura. Laura Burdese, infatti, attualmente vice ceo del brand, assumerà la carica di amministratore delegato a partire dal primo luglio 2026, andando a succedere a Jean-Christophe Babin dopo il suo lungo mandato di dodici anni. L’annuncio, come di consueto in questi casi, è giunto direttamente dall’alto, attraverso le parole di Stéphane Bianchi, managing director del colosso francese e ceo della divisione Orologeria e Gioielleria, che ha sottolineato come la scelta sia il risultato di un percorso interno meritocratico e di una visione strategica chiara.

Un percorso decennale dentro il mondo Lvmh

Quello di Burdese è un curriculum che si è interamente sviluppato all’interno dell’ecosistema Lvmh, un percorso iniziato quasi un decennio fa quando, nel 2016, le fu affidata la guida di Acqua di Parma in qualità di ceo. Un incarico che le permise di mettere in luce quelle doti manageriali e quella sensibilità verso il mercato che, sei anni dopo, nel 2022, ne hanno suggerito il trasferimento sotto l’egida del serpente. A Bulgari, infatti, Burdese approdò con il ruolo di chief marketing officer, una posizione cruciale dalla quale ha potuto contribuire in maniera significativa alla trasformazione e all’evoluzione del marchio negli ultimi anni, tanto da meritare, nel luglio del 2024, la promozione a vice ceo. Una ascesa graduale, quindi, che non ha del caso ma che riflette una precisa volontà di investire su una figura già rodata e integrata nella cultura aziendale.

Il passaggio di testimone in una maison iconica

La transizione, programmata con notevole anticipo, segna l’inizio di un nuovo capitolo per la storica maison, la cui sede principale rimane saldamente ancorata a Roma nonostante l’ingresso, nel 2011, nel vasto conglomerato francese. Babin, che lascerà la guida operativa dopo un periodo così lungo, consegna un’eredità solida: Bulgari è oggi un nome celebrato a livello globale non solo nella gioielleria e nell’orologeria di alta fascia, ma anche nei settori della profumeria e della pelletteria, con creazioni che continuano a sedurre una clientela internazionale e ad essere ammirate da icone dello spettacolo come Anne Hathaway e Zendaya. La nuova ceo, che riporterà direttamente a Bianchi, si troverà dunque a gestire un patrimonio di creatività e prestigio consolidato, con la sfida di innovarne il futuro.

La strategia dietro una scelta interna

La nomina di una figura interna come Burdese non è un fatto isolato nell’universo del lusso, ma risponde a una logica precisa di continuità e di valorizzazione dei talenti che hanno già dimostrato di comprendere a fondo i codici del gruppo e del singolo marchio. Questo passaggio di consegne, annunciato con così largo preavviso, permetterà una gestione ordinata e senza scossoni della transizione, garantendo che l’eredità di visione e di risultati consegnata dall’uscente ceo venga raccolta e sviluppata in piena coerenza con la traiettoria già tracciata. Rimane sullo sfondo, ma come elemento imprescindibile del contesto, la forza del gruppo Lvmh, che continua a orchestrare le leadership delle sue maison con un approccio di lungo periodo, puntando sulla stabilità e su una conoscenza profonda dei meccanismi che governano il mercato dell’alta gamma.

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