Sciopero alla Boeing, la produzione del 737 MAX si ferma
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Redazione Economia
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Dopo 16 anni di relativa calma, i lavoratori della Boeing tornano a scioperare, interrompendo la produzione del 737 MAX. Trentatremila operai, organizzati dall'International Association of Machinists and Aerospace Workers (IAM), hanno iniziato la protesta venerdì scorso nelle fabbriche di Renton e Everett, nella regione di Seattle. La decisione è stata presa dopo che il 95% dei dipendenti ha respinto l'accordo contrattuale negoziato dalla leadership del sindacato con l'azienda.
La proposta di Boeing prevedeva un aumento salariale del 25% fino al 2027, un bonus di 3.000 dollari e l'impegno di costruire il nuovo aereo commerciale nel comprensorio di Seattle entro il 2028. Tuttavia, queste offerte non sono state sufficienti a evitare lo sciopero. Gli operai chiedono condizioni migliori e maggiori garanzie per il futuro.
Il 737 MAX è uno dei modelli di punta di Boeing, e la sua produzione è cruciale per l'azienda. L'interruzione della produzione potrebbe avere ripercussioni significative sull'intera industria aeronautica, già messa a dura prova dalla pandemia di COVID-19. La carenza di aerei di linea potrebbe aggravarsi ulteriormente, con conseguenze su scala globale.
La situazione è complessa e richiede una soluzione rapida. Boeing dovrà rivedere le proprie offerte e cercare un accordo che soddisfi le richieste dei lavoratori.




