Backrooms, l’horror di Kane Parsons che punta già ai sequel

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Backrooms è arrivato nelle sale italiane il 27 maggio 2026 portando sul grande schermo uno dei fenomeni più discussi degli ultimi anni nel panorama horror e fantascientifico.

Diretto da Kane Parsons e distribuito da A24, il film nasce da un immaginario che ha attirato l’attenzione del pubblico online grazie a una serie di cortometraggi realizzati dallo stesso autore quando aveva appena 17 anni.

L’opera si inserisce nel momento favorevole vissuto dall’horror d’autore, un genere che continua a richiamare spettatori al cinema grazie a proposte originali e capaci di trasformare suggestioni nate sul web in esperienze cinematografiche di ampio respiro. mymovies +3

Nel cast figurano Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve e Finn Bennett. Ejiofor, nato a Londra il 10 luglio 1977, ha costruito una carriera tra teatro e cinema dopo il debutto cinematografico in “Amistad” di Steven Spielberg nel 1997.

Negli anni ha partecipato a produzioni come “Love Actually - L’amore davvero”, “Kinky Boots - Decisamente diversi”, “Inside Man”, “2012” e “12 anni schiavo”.

Proprio per quest’ultimo film ha ottenuto una candidatura all’Oscar come Miglior attore, una nomination ai Golden Globe e un premio BAFTA nella stessa categoria, consolidando il proprio profilo internazionale. lazionews24 +3

Uno spazio liminale diventato fenomeno culturale

Il cuore di Backrooms ruota attorno all’idea di uno spazio liminale, un ambiente apparentemente infinito caratterizzato da stanze gialle, arredi fuori posto e oggetti che sembrano deformarsi o fondersi con il pavimento.

L’origine di questa immagine viene collegata alla fotografia di un edificio commerciale svuotato delle sue merci, un ex giocattolaio del Nebraska immortalato online nel 2019.

Da quella suggestione è nato un immaginario capace di espandersi rapidamente, alimentato da racconti, interpretazioni e produzioni audiovisive che hanno trasformato le Backrooms in un simbolo riconoscibile dell’horror contemporaneo. dituttounpop +3

La rappresentazione proposta dal film sfrutta proprio questa atmosfera sospesa e straniante. Gli ambienti sembrano esistere fuori dalle regole della realtà quotidiana, con elementi che richiamano l’estetica surreale di Salvador Dalí e una costruzione della tensione che alcuni osservatori hanno accostato alle suggestioni narrative di Stephen King.

Il risultato è un’esperienza che prende una delle idee più diffuse nell’immaginario digitale recente e la sviluppa attraverso una produzione cinematografica strutturata, mantenendo al centro il senso di smarrimento e inquietudine che ha reso celebre il concetto delle Backrooms. mymovies +3

Successo al cinema e prospettive per il futuro della saga

L’accoglienza riservata a Backrooms sembra aver confermato le aspettative che accompagnavano il progetto prima dell’uscita. La curiosità generata dal materiale originale, unita al passaggio da fenomeno online a film distribuito nelle sale, ha contribuito ad alimentare l’interesse del pubblico.

Anche la critica ha reagito positivamente all’opera, favorendo una visibilità che si è tradotta in un forte impatto nei primi giorni di programmazione cinematografica. dituttounpop +3

Questi risultati aprono già la strada a possibili sviluppi futuri. Secondo quanto emerso, il regista Kane Parsons ha espresso la volontà di realizzare uno o più sequel, una prospettiva resa più concreta dal successo commerciale ottenuto dal film e dall’interesse suscitato dal suo universo narrativo.

Le informazioni disponibili indicano quindi che il percorso di Backrooms potrebbe non fermarsi a questo primo capitolo, con l’ipotesi di un Backrooms 2 e di ulteriori seguiti che appare sempre più plausibile alla luce della risposta registrata nelle sale. lazionews24 +3

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