Juventus, i dettagli del settlement agreement con la UEFA: sanzioni, vincoli e la possibile uscita anticipata
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Redazione Sport
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L'accordo tra la Juventus e la UEFA, ufficializzato lo scorso 30 giugno, ha gettato luce su un percorso di risanamento finanziario che impegnerà il club bianconero per le prossime tre stagioni. Il cosiddetto settlement agreement, firmato con la First Chamber del Club Financial Control Body (CFCB), arriva dopo il mancato rispetto della Football Earnings Rule da parte della società, un parametro che ha sostituito il vecchio break-even e che valuta la sostenibilità economica generata dall'attività calcistica.
L'intesa, che era stata anticipata dalla società nella Relazione Semestrale al 31 dicembre 2025, si è resa necessaria a causa di un deficit aggregato significativo, con un rosso di 381 milioni di euro nel triennio 2022-23 – 2024-25, un passivo che supera ampiamente la deviazione massima consentita di 60 milioni.
Il percorso di rientro triennale e gli obiettivi economici
Il piano di rientro concordato con l'organo di governo del calcio europeo si snoderà attraverso un percorso progressivo che toccherà gli esercizi finanziari chiusi nel 2026, 2027 e 2028. Per il primo esercizio, la Juventus dovrà contenere il deficit di Football Earnings entro un massimo di 5 milioni di euro, una soglia che potrebbe essere incrementata fino a 60 milioni soltanto nel caso in cui tale peggioramento venga interamente coperto da contributi o operazioni di equity.
Il secondo anno del piano, relativo al bilancio 2027, si preannuncia ancora più stringente, con l'obiettivo di raggiungere il sostanziale pareggio di bilancio e un deficit massimo pari a zero. Il traguardo finale, fissato per il 2028, prevede che la Juventus torni a rispettare pienamente la Football Earnings Rule, considerando il risultato aggregato dei tre esercizi di monitoraggio.
Le sanzioni economiche: 6 milioni certi e 14 condizionati
Il settlement agreement prevede una sanzione economica complessiva che può arrivare fino a 20 milioni di euro, suddivisa in due quote distinte. La prima parte, pari a 6 milioni di euro, rappresenta un importo incondizionato che la Juventus è tenuta a versare immediatamente e che sarà imputato a conto economico nell'esercizio 2025/26. La seconda parte, che ammonta a 14 milioni di euro, è invece condizionata al mancato rispetto dei parametri economici definiti con la UEFA.
In particolare, questa quota variabile scatterebbe con 4 milioni in caso di superamento del target fissato per il 2026, con 5 milioni se non venisse rispettato l'obiettivo relativo al 2027 e con ulteriori 5 milioni in caso di mancato raggiungimento del target finale dell'accordo.
Vincoli sportivi e restrizioni sul mercato
Oltre alle sanzioni pecuniarie, l'accordo impone alla Juventus una serie di limitazioni sportive standard che influenzeranno la gestione della rosa per le prossime stagioni. La restrizione principale riguarda la cosiddetta List A Transfer Balance, un meccanismo che lega la possibilità di registrare nuovi giocatori nelle competizioni UEFA al saldo positivo tra i risparmi generati dalle cessioni e i nuovi costi sostenuti per gli acquisti.
Per la stagione 2026/27, la Juventus dovrà presentare una lista per l'Europa League il cui costo complessivo sia inferiore rispetto a quella depositata lo scorso febbraio, una misura che riguarda stipendi, ammortamenti e altri oneri legati alla rosa. In caso di inadempienza, la UEFA ha previsto un irrigidimento delle misure sportive, con la possibilità che il risparmio generato dalle cessioni venga considerato solo al 50%, limitando ulteriormente la capacità di reinvestimento del club.
Le conseguenze più severe e la possibile uscita anticipata
Il settlement agreement contiene anche clausole particolarmente severe per scenari di mancato rispetto degli impegni. La Juventus sarà considerata inadempiente se supererà uno degli obiettivi economici con uno scostamento superiore ai 20 milioni di euro o se non rispetterà gli obblighi previsti dall'accordo. In tali evenienze, il CFCB potrà interrompere il settlement e il club accetta fin da ora una possibile esclusione dalla successiva competizione UEFA alla quale avrebbe diritto di partecipare nelle tre stagioni successive.
La società bianconera, dal canto suo, ha espresso fiducia nella possibilità di rispettare i parametri richiesti, stimando di poter evitare il pagamento della quota condizionata della multa. Esiste inoltre la prospettiva di un'uscita anticipata dal regime di controllo: la Juventus potrà chiudere anticipatamente il settlement agreement se rispetterà la Football Earnings Rule considerando complessivamente i periodi di rendicontazione chiusi nel 2025, 2026 e 2027, con le misure sportive che cesserebbero a partire dalla stagione 2028/29.
Il club ha già comunicato di aver rispettato il parametro dello squad cost ratio al 31 dicembre 2025, un segnale positivo che, unito ai tagli già effettuati al costo della rosa negli ultimi anni e all'alleggerimento rappresentato dalla scadenza del contratto di Dusan Vlahovic, potrebbe favorire il rispetto degli obiettivi intermedi e il raggiungimento della piena conformità entro i termini previsti.




