Juve, maxi multa Uefa e mercato in stand-by: ecco cosa cambia con il settlement agreement
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Redazione Sport
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La Juventus ha messo a segno un colpo a sorpresa sul mercato, trovando un accordo con l'attaccante classe 2006 del Genoa, Jeff Ekhator. Un'operazione da circa 18 milioni di euro, che potrebbe rappresentare il primo affare dell'era Carnevali ma che si inserisce in un contesto ben più complesso di quello che si potrebbe immaginare. Perché se da un lato il club bianconero accelera sul fronte del ringiovanimento della rosa, dall'altro deve fare i conti con una pesante ipoteca gettata dal settlement agreement firmato con l'Uefa.
La multa, che potrebbe arrivare fino a 20 milioni di euro, e le limitazioni al costo della rosa imposte dall'ente di Nyon stanno infatti condizionando l'intera strategia di mercato della Vecchia Signora, costringendo la dirigenza a muoversi con i paraocchi e con il portafoglio ben stretto.
L'intesa con l'Uefa: 6 milioni subito e altri 14 condizionati
Il nodo centrale della vicenda è rappresentato dall'accordo transattivo triennale (fino all'esercizio 2027/28) definito con la Prima Camera del Club Financial Control Body (CFCB) dell'Uefa. La Juventus ha ufficialmente violato la "football earnings rule", che prevede un deficit aggregato massimo di 60 milioni di euro sui tre esercizi precedenti.
E il passivo, va detto, non è certo di poco conto: tra il 2022-23 e il 2024-25 il club ha accumulato una perdita di 381 milioni di euro, un buco nero causato in larga parte dall'esclusione dalle coppe nella stagione 2023-24 (che da sola pesò per 199 milioni). La multa prevista dal settlement agreement è sostanziosa: 6 milioni di euro da pagare subito, a cui se ne potrebbero aggiungere altri 14 (per un massimo di 20) se la società non rispetterà i parametri economici stabiliti per l'esercizio in corso e i prossimi due.
La Juventus, nei fatti, ha già fatto sapere di essere ragionevolmente sicura di rispettare i parametri con adeguato margine, evitando così di sborsare la parte condizionata della sanzione. C'è poi una clausola che prevede la possibilità di un "early exit" anticipato, qualora vengano rispettati i parametri economici su base aggregata nei tre esercizi dal 2024/25 al 2026/27.
Le limitazioni sulla Lista A e l'effetto sul mercato
Al di là del mero aspetto economico, le restrizioni più pesanti per la Juventus riguardano la gestione del costo della rosa. L'accordo con l'Uefa impone infatti dei vincoli specifici sul costo complessivo dei calciatori inseriti nella Lista A delle competizioni europee, con il rischio di ulteriori sanzioni sportive in caso di violazioni significative dei parametri concordati. Questo significa che per Giovanni Carnevali, al suo primo mercato da amministratore delegato bianconero, la costruzione della nuova squadra sarà una partita a scacchi complessa.
Il costo dei giocatori in lista Uefa, fra ammortamenti dei cartellini e stipendi, dovrà essere inferiore rispetto alla scorsa stagione. Niente spese folli, insomma. La conseguenza più immediata di questa politica di austerity è l'addio annunciato a Dusan Vlahovic. Il serbo, in scadenza a giugno 2026, non ha trovato l'accordo per il rinnovo e lascerà la Juventus a parametro zero.
I soldi risparmiati dal suo ingaggio, si dice, rappresentano una sorta di tesoretto da reinvestire sul mercato, ma con i vincoli Uefa la situazione rimane di fatto complessa.
Ekhator, l'affare con il Genoa e le altre squadre coinvolte
Proprio per sostituire Vlahovic, o per affiancargli un profilo giovane e funzionale al progetto di Luciano Spalletti, la Juventus ha deciso di puntare su Jeff Ekhator. L'affare con il Genoa si sta concretizzando: l'offerta bianconera è di 18 milioni di euro (16 più 2 di bonus) e prevede l'inserimento del cartellino del baby terzino David Puczka, valutato 5 milioni, per abbassare l'esborso cash. L'accordo col giocatore, che ha già dato il proprio assenso e si sarebbe sottoposto alle visite mediche, sembra cosa fatta.
La trattativa con il Grifone, tuttavia, non è stata semplice, soprattutto perché il club ligure puntava anche a un altro giovane della Next Gen, il portiere Giovanni Daffara, che però è finito al Parma per 5 milioni. La Juventus, in ogni caso, sta provando ad accelerare per chiudere il colpo. Non solo Juve, però.
La stessa Uefa ha multato anche la Fiorentina con 6 milioni di euro per aver superato il limite del 70% nel rapporto tra costo della rosa e ricavi, mentre Bologna e Napoli, pur avendo oltrepassato la stessa soglia, sono riuscite a evitare la sanzione grazie ai surplus accumulati nei bilanci precedenti.
Le sanzioni, Roma nel mirino e le tempistiche di un'estate calda
La Juventus, nel suo comunicato ufficiale, ha tenuto a precisare che gli importi pagati alla Uefa non saranno considerati come costi rilevanti ai fini del rispetto dei requisiti di stabilità previsti dalle normative sul licensing. Un modo per rassicurare gli azionisti e dare un segnale di stabilità nonostante la batosta. Ma la partita del Fair Play Finanziario coinvolge anche altre big italiane: la Roma, ad esempio, è finita nel mirino con una maxi multa da 6 milioni per il settlement agreement firmato in passato.
Insomma, l'estate 2026 si preannuncia come un periodo di fuoco per le scrivanie dei direttori sportivi, chiamati a conciliare le ambizioni sportive con i rigidi vincoli imposti dai parametri Uefa. La Juventus, che deve fare i conti con le "limitazioni sportive standard" e l'incognita Ekhator, si trova a dover navigare a vista in un mare tempestoso.




