Sanremo 2026, il bouquet di sentimenti e stili tra le critiche e l'ironia dei big
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Carlo Conti, alla vigilia dell'ascolto stampa dei trenta brani in gara al Festival di Sanremo 2026, ha descritto il processo di selezione con una metafora floreale, paragonandolo alla composizione di un bouquet che si sforza di essere il più variegato possibile. Una scelta, quella operata dalla commissione, che ha privilegiato il racconto dei sentimenti e le sfumature dell'amore, pur non rinunciando a una marcata eterogeneità di generi, nei quali le ballad trovano comunque un loro spazio significativo. L'impressione generale, dopo le prime audizioni riservate ai giornalisti, sembra oscillare tra la percezione di un'edizione forse non memorabile e la constatazione obiettiva di un livello medio più che dignitoso, se si considerano i dati aggregati che segnalano poche insufficienze nette.
I riferimenti alla cultura pop nei testi in competizione
I testi dei brani in lizza, del resto, dimostrano una certa attenzione al linguaggio contemporaneo e ai suoi simboli, attingendo a piene mani dalla cultura pop e dal mondo del design. È il caso di Maria Antonietta e Colombre che, in "La felicità e basta", tessono l'elogio di una "Popstar in Valentino", in un omaggio allo stilista scomparso che fonde moda e immaginario musicale. Altrove, come nel rap di Tredici Pietro, affiora invece la citazione diretta del marchio automobilistico Mercedes, in una strategia linguistica tipica del genere, che utilizza i riferimenti al lusso per costruire un'aura di successo e autoaffermazione attorno all'artista.
Le prime pagelle e il podio della sala stampa
Dal primo ascolto in anteprima, tenutosi lunedì 26 gennaio, è emerso un podio della stampa che vede in testa nomi come Ditonellapiaga, Fulminacci e il duo già citato di Maria Antonietta & Colombre. Le valutazioni complessive, sebbene non trionfalistiche, hanno relegato a una minoranza i giudizi negativi, con solo otto insufficienze rilevate sulla media di ventisei testate che hanno espresso un voto. Una di queste, stando ai numeri, è risultata nettamente al di sotto della sufficienza, mentre le altre si collocano in una zona di confine, a testimoniare una competizione dove i brani di maggiore spicco convivono con proposte forse meno riuscite.
Le reazioni a caldo degli artisti alle stroncature
Non sono mancate, com'è prevedibile in queste circostanze, le reazioni a caldo di alcuni degli artisti maggiormente criticati, i quali hanno risposto alle stroncature con toni ironici e distaccati. Senza scadere in polemiche sterili, diversi big hanno scelto di sdrammatizzare i giudizi negativi, commentandoli con una battuta o una presa di posizione leggera, in un gioco di rimbalzo tra palco e platea che fa ormai parte del rito sanremese. Una dinamica, questa, che contribuisce ad alimentare il dibattito intorno alla kermesse, pur mantenendo al centro l'oggetto principale: le trenta canzoni e le loro storie.




